Ho sempre avuto difficoltà a credere che i problemi di una Amministrazione comunale possano essere risolti con un semplice rimpasto, con la sostituzione di qualche assessore e/o del vice sindaco, come è avvenuto nei giorni scorsi nel comune di Brindisi, confortato in questa convinzione anche dai risultati palesemente deludenti conseguiti due anni fa, quando il sindaco si è esercitato in una analoga acrobazia.
Nondimeno, di positivo c’ è il fatto che ci si sia finalmente liberati dal tormentone di nomi e assessorati, che aveva tenuto in sordina le tante urgenze della città, che vive sulla propria pelle gli effetti disastrosi di una crisi di lunga data, che sta corrodendo la vita di tante persone, di tante famiglie, di tante aziende, di tanti giovani.
Anche perchè dei servizi scadenti, del livello di disoccupazione, della crescente povertà, del degrado dei quartieri, della deludente igiene urbana, della tassazione esagerata, della mobilità urbana insostenibile, della mancanza cronica di parcheggi, della desertificazione del centro urbano, della crisi del commercio, dell’artigianato, dell’industria, del livello di disoccupazione e di emigrazione, che fotografa una città invecchiata, che perde sempre più giovani, costretti ad andare via per cercare di trovare altrove un lavoro e un progetto di vita, che qui viene negato da tempo , nessun fatto concreto, silenzio assoluto.
Infatti, se si va ad esaminare nel merito l’azione di governo cittadino dei due anni e mezzo di esercizio dell’attuale sindaco, verifichiamo un’attività amministrativa indolente, sorda, incline ad impantanarsi nella pratica del nulla, incapace di collocare il suo impegno là dove c’erano e ci sono i reali problemi della gente e del territorio. Un sindaco e una amministrazione incapaci di realizzare quel progetto di città, cui non si è mai dato respiro, che è rimasto confinato nelle carte programmatiche, nelle tante promesse, mai tradotto in fatti concreti.
Ma mi chiedo, come credo stiano facendo in questi giorni tanti altri cittadini, quali possono essere i reali motivi di quanto è avvenuto, considerato che in tante circostanze, dal palazzo si è continuato a ripetere, che tutto andava a gonfie vele e che la critiche all’esecutivo erano infondate e strumentali.
Comprendere anche se questi eventuali cambiamenti siano determinati, come sembra, da questioni, che attengono esclusivamente alla ridistribuzione degli incarichi in base a quella che con accorta prudenza viene chiamata visibilità ( che non è altro che la spartizione delle poltrone comunali e della loro consistente indennità) o alla insufficienza complessiva dell’azione di governo per come si è concretizzata fin’ora.
Ma anche, se questo altro giro di incarichi prelude ad una rivisitazione del programma di governo, delle priorità di intervento o al cambiamento delle sue linee di sviluppo. Ammesso che ne abbiano uno in mente.
Io credo che sia necessario fare chiarezza, confrontarsi con i cittadini e con la città, ascoltarli finalmente, perché quanto sta avvenendo non può essere considerato come normale routine, ma deve essere valutato in tutte le sue implicazioni politiche, che non credo possano essere superate facendo riferimento, come si sta facendo, esclusivamente ai numeri in consiglio comunale, ma devono essere suffragate dalla esistenza di un effettivo collante, di una comune prospettiva, di un progetto per la città, che siano concreti e non fumosi, come lo sono stati fin’ora, in grado di rilanciare un’azione amministrativa all’altezza dei bisogni dei cittadini.
Occorre una risposta convincente, altrimenti questo cambiamento verrà recepito dalla città per quello che appare. Il solito ricorrente giro di poltrone , portatore di interessi esclusivamente soggettivi, per far posto a qualcuno che si trova in crisi di astinenza di incarichi e di indennità. Una situazione che ripropone in maniera prepotente e porta al centro del dibattito di questa città, il tema della inadeguatezza di questa amministrazione, che non ha saputo o voluto leggere e risolvere i veri problemi di questa città, che spesso ha anteposto gli interessi di parte e del proprio gruppo di riferimento, a quelli della popolazione.
Questa città non chiede miracoli o fatti straordinari, ha solo urgente bisogno di una sana normalità, di un sindaco e di una giunta che sappiano realmente cosa e come fare per arginare un declino, che sta diventando inarrestabile. Bisogna far presto, anche perché le prospettive non sono incoraggianti.
Non credo che si possa ragionevolmente pensare di poter continuare a campare, facendo finta di niente, anche perchè i danni di questa inconsistenza politica li stanno pesantemente pagando i cittadini.
Sono convinto che nella situazione attuale un qualsiasi sindaco si chiederebbe, che faccio? Dove vado ? Con chi e perché? Ha senso avventurarsi in operazioni di piccolo cabotaggio riproponendo le pratiche deludenti del passato?
I cittadini sono stanchi di assistere ai soliti inconcludenti giochini di palazzo.
Occorre chiarezza di scelte e di impegno. Se c’è omogeneità politica e amministrativa è necessario che emerga subito con chiarezza. Se non c’è, se ne prenda atto e si traggano le conseguenze politiche, senza tentennamenti e dilazioni consegnando ai cittadini la decisione.
Sarebbe il primo effettivo atto d’amore per la città da parte del sindaco e della giunta comunale.
Vincenzo Albano
