November 30, 2020

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Noi crediamo nella musica come i bambini credono nelle favole.

Musica e favole, un binomio che dovrebbe far sognare ad occhi aperti, offrire emozioni, costruire sogni per vivere serenamente.

 

Mentre scrivo questo nuovo numero del Dario, ascolto in sottofondo il disco “Segreti ed altre storie” di Roberto D’Ambrosio.

L’attenzione si sofferma su “Bambini”, un brano dedicato alle insidie nel mondo dello spettacolo, ma non solo: “Cuccioli smarriti pensano di aver trovato una mano da leccare ma la mano gentile spesso nasconde un boccone traditore“.

 

I temi dell’infanzia ci offrono lo spunto per scrivere alcune considerazioni su questo delicatissimo argomento.

Lev Tolstoj, scrittore ed educatore russo, era noto per il suo pensiero pedagogico che si ispirava alla non violenza e al crollo dei valori della società: “Chi ha bisogno di imparare a scrivere da chi: i ragazzi contadini da noi, o noi dai ragazzi contadini?“, recitava il titolo di un celebre libro del 1862, a dimostrazione della sensibilità degli adolescenti, spesso ignorata.

Dopo i recenti e tragici fatti della Manchester Arena, gli adolescenti continuano a pagare un prezzo altissimo.

La musica predica la libertà. Essa rappresenta un’occasione di incontro, forse l’unica forma di aggregazione spontanea e civile che può accrescere una cultura di pace. Le favole sono una forma di sensibilità accogliente di preparazione alla vita.

 

Colpire l’infanzia vuol dire uccidere la speranza.

Gli adolescenti sono diventate le vittime designate di interessi, povertà, guerra e migrazioni.

Ancora oggi i diritti dei minori non sono rispettati.

Anche nel cosiddetto mondo civile occidentale, gli adolescenti sono vittime di frustrazioni e paure alimentate da cattivi maestri.

 

I bambini sono messi in bella mostra e come scudo protettivo delle fobie sociali: integrazione, rispetto, fratellanza, solidarietà, sono termini che alcuni di essi non conosceranno mai.

I bambini hanno bisogno di fiducia e speranza, ma anche di qualche buon libro di storia, quando il nostro sapere non basta.

 

Ogni favola è utile per comprendere il bene e il male, basta non aver paura dell'”uomo nero” se vogliamo che costruiscano un mondo nuovo e una società migliore, nella quale, oggi, miseramente, stiamo fallendo un po’ tutti quanti.

 

 

MARCO GRECO

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