October 5, 2022

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Ancora un episodio di violenza contro medici ed infermieri del Pronto Soccorso dell’Ospedale Perrino.
In piena mattinata alcuni sanitari sono stati aggrediti dai famigliari di una donna che è deceduta al pronto soccorso dopo essere stata condotta in ospedale in condizioni critiche e con positività al Covid.

L’aggressione, perpetratasi con spintoni, calci e pugni ad un medico del pronto soccorso, è avvenuta quando i familiari hanno tentato di forzare l’ingresso della zona covid.
Le guardie giurate di stanza al nosocomio hanno chiamato le forze dell’ordine e sul posto sono giunte diverse pattuglie di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale.

Per Mauro Vizzino (Presidente Commissione Sanità della Regione Puglia) “l’ennesima aggressione ai danni dei sanitari del Pronto Soccorso dell’ospedale Perrino, avvenuta stamane, costituisce la conferma della assoluta necessità di garantire sicurezza a chi mette a repentaglio la propria vita per tentare di salvare quella degli altri.
Non è immaginabile continuare ad inviare al “fronte”, medici, infermieri ed ausiliari – a cui va la mia convinta solidarietà – senza assicurargli condizioni di salvaguardia della propria incolumità. Ed in questo l’apporto permanente delle forze dell’ordine non è più rinviabile.
Tra l’altro, l’aggressione odierna, come quelle accadute in precedenza, non può essere in alcun modo giustificata con il livello di congestione della struttura ospedaliera. Gli autori vanno puniti!”

Cosi Maurizio Bruno, consigliere regionale PD: “posso capire la disperazione di un figlio, la rabbia, il dolore.
Ma non è accettabile che dei medici e degli infermieri debbano continuamente vivere nel terrore di essere presi a calci e pugni da chi ha bisogno di prendersela con qualcuno per sfogare la propria sofferenza.
Medici e infermieri sono in quel posto per salvare vite. Hanno dedicato la loro esistenza a questo.
E negli ospedali purtroppo si vive e si muore. Nonostante i tentativi di salvare quante più vite possibile.
Al medico aggredito esprimo quindi la mia più totale solidarietà, così come a tutto il personale che quasi ogni giorno ha a che fare nel nostro paese con situazioni di questo tipo.
Non solo la Pandemia, i turni massacranti, i rischi.
Anche i calci e i pugni.
Non è tollerabile.”

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