October 3, 2022

Brundisium.net
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Abbiamo appreso dalla stampa, nei giorni scorsi, la notizia riguardante lo sblocco di circa otto milioni di euro di nuove realizzazioni nell’area di Brindisi rientrante nella Zona Economica Speciale. Il commissario straordinario della Zes ha esercitato i poteri speciali che gli sono stati attribuiti per legge, accelerando l’iter autorizzativo e quindi mettendo mano ad uno dei fattori che condizionano la realizzazione di infrastrutture e di nuovi insediamenti produttivi: le lungaggini burocratiche.

 

Nulla da obiettare, quindi, se non fosse che ancora oggi non siamo stati posti in condizione di conoscere quali opere sono state “sbloccate” e quindi di cosa stiamo parlando.

All’annuncio del commissario della Zes, infatti, non ha fatto seguito alcuna comunicazione da parte del Consorzio Asi, nel cui ambito ricadrebbero gli interventi finanziati.

Chi opera nell’area industriale di Brindisi da decenni ne conosce le problematicità ed anche le conseguenze che tali carenze determinano sulla vita delle aziende. Proprio sulla base di tale elemento, probabilmente un maggiore coinvolgimento – anche attraverso le associazioni di categoria – sarebbe risultato estremamente utile.

Il rischio che si corre, infatti, è che la corsia autorizzativa preferenziale riservata ai commissari delle ZES diventi un modo per velocizzare investimenti senza aver valutato se gli stessi sono realmente compatibili con il modello di sviluppo del territorio.

Un motivo in più, pertanto, per creare un sistema efficace di concertazione tra tutti coloro che hanno un ruolo nello sviluppo di quest’area.

La mancanza di una “visione” condivisa, peraltro, genera contrasti che rischiano di provocare solo danni al territorio.

Un altro esempio riguarda il via libera che la Regione Puglia ha dato alla realizzazione di un deposito di GNL proposto da Edison e di un deposito di carburanti proposto dalla società Brundisium.

Ovviamente la nostra associazione non è contraria a nuovi investimenti, soprattutto se generano nuove opportunità imprenditoriali e visibili ritorni occupazionali, come ci pare possa avvenire per i due depositi di carburanti proposti.

Il problema è che la mancanza di dialogo rischia di vanificare l’esigenza di dare il via libera solo a ciò che potrà risultare utile allo sviluppo di Brindisi e del suo porto.

E’ realmente giunto il momento, quindi, di discutere in maniera fattiva del futuro di Brindisi, di ciò che realmente occorre per orientarlo verso obiettivi di sviluppo “compatibile”. E non sarà certo con gestioni troppo isolate di enti e postazioni e con lo scarso confronto che si potranno risolvere i problemi di un’area del paese dove fino ad oggi si è consentito di fare tutto e il contrario di tutto, ben lontani dall’esaltazione di vocazioni decise da chi in questo territorio ci abita e ci lavora.

 

Franco Gentile – Presidente CNA Brindisi

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