La Giunta comunale di Brindisi ha approvato la redazione dei Documenti di Indirizzo Progettuale (DIP) per una serie di interventi di compensazione ambientale nel quartiere Sant’Elia, connessi a procedure FER, per un importo programmatorio complessivo di 10,2 milioni di euro.
Il provvedimento parte da una valutazione netta del contesto urbano: Sant’Elia viene definito un “insediamento di edilizia economico-popolare (zona 167) collocato oltre la superstrada e la circonvallazione”, una condizione che, nel tempo, ha contribuito ad alimentare marginalità, degrado ambientale e disgregazione urbanistica, anche a causa della storica carenza di funzioni di servizio e di prossimità – commerciali, professionali e ricreative – che non si sono sviluppate in misura adeguata.
Alla luce di questo quadro, la Giunta ha stabilito che i DIP si orientino su una serie di interventi mirati, tra cui:
la realizzazione di una nuova area mercatale;
l’implementazione e la funzionalizzazione delle aree verdi di Piazza Raffaello e degli impianti sportivi del Parco Buscicchio;
la rifunzionalizzazione delle aree a verde e la demolizione del rudere in via Leonardo da Vinci, con la creazione di un nuovo spazio aggregativo;
l’adeguamento delle infrastrutture di connessione esistenti.
Nella stessa seduta, l’Esecutivo cittadino ha approvato anche la candidatura del Comune di Brindisi al bando regionale “Rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano”, riferita all’area comunale denominata “Sant’Elia Est”, di circa 6 ettari.
L’intervento si colloca in continuità con quanto già deliberato alla fine dello scorso anno e si fonda su una visione precisa: “la rinaturalizzazione non è una mera sistemazione a verde, ma un processo ecologico strutturale finalizzato al recupero delle funzioni ambientali del suolo e al rafforzamento delle relazioni tra ecosistemi urbani ed extraurbani”.
Un doppio binario, dunque – rigenerazione urbana e riequilibrio ambientale – che punta a restituire qualità, servizi e connessioni a una delle aree più fragili della città.
