Sono 35 le proposte di investimento presentate da altrettante imprese che, all’esito degli approfondimenti tecnici effettuati, sono idonee per la riconversione della centrale di Cerano e dell’area industriale di Brindisi, per un valore potenziale complessivo potenziale superiore a 10 miliardi di euro e oltre 2.000 nuovi posti di lavoro diretti a regime. Di questi progetti, 11 sono già avviati o in avanzata fase di cantierabilità, con investimenti per 589 milioni di euro e 512 nuovi occupati.
È quanto emerso nel corso della riunione del Comitato di coordinamento per la riconversione della centrale di Cerano e dell’area industriale di Brindisi, presieduta oggi a Palazzo Piacentini dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e dal commissario straordinario per la reindustrializzazione dell’area di Brindisi, prefetto Luigi Carnevale.
“Dobbiamo accelerare sulla riconversione industriale dell’area di Brindisi, anche a fronte di quanto è accaduto l’altro giorno con la sentenza della Corte d’appello che impone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, da sempre il motore industriale della Puglia”, ha dichiarato il ministro Urso in apertura dei lavori. “Anche per questo ho sollecitato già nella serata di lunedì il ministro Pichetto Fratin a liberare le aree cantierabili per i nuovi progetti industriali. Ieri sera mi è giunta la sua risposta positiva: condivide che, allo stato, sia prevalente l’interesse alla pronta riconversione dell’area. Noi non molliamo”, ha aggiunto.
Il confronto ha pertanto registrato una svolta decisiva sulla disponibilità delle aree: la risposta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, alla sollecitazione di Urso consente ora di superare le incertezze sia per Brindisi sia per Civitavecchia e di definire, attraverso un cronoprogramma condiviso, tempi e modalità per rendere le superfici disponibili ai nuovi insediamenti industriali, nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale.
Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione di alcune delle iniziative già avviate o in avanzata fase di cantierabilità, concentrate principalmente nei settori della transizione energetica, dell’economia circolare, del trattamento delle acque, della cantieristica e dell’aerospazio. I progetti coinvolgono imprese italiane e multinazionali estere, alcune già presenti a Brindisi e intenzionate a rafforzare le proprie attività, altre interessate a insediarsi per la prima volta nel territorio.
Tra i progetti illustrati:
– Aero Service Technology Italy, con la realizzazione del primo impianto in Italia per la manutenzione e la riparazione di componenti di turbine aeroderivative destinate al settore oil and gas;
– Magnaghi Group-Salver, con attività di ricerca su nuovi processi e materiali e la produzione di componenti in carbon-carbon per l’industria aeronautica;
– Jindal Films Europe Brindisi, con il potenziamento delle produzioni di imballaggi e film flessibili;
– Scandiuzzi Steel Constructions, con lo sviluppo delle attività di carpenteria metallica per grandi infrastrutture e impianti industriali.
Il Mimit accompagnerà gli investimenti attraverso i Contratti di sviluppo e gli Accordi per l’innovazione, nel quadro delle opportunità offerte dalla ZES unica e dal relativo credito d’imposta. Per i progetti di minore dimensione sarà inoltre attivato un bando nell’ambito della legge n. 181 del 1989, con una dotazione iniziale di 11 milioni di euro, che potrà sostenere investimenti di ammontare più contenuti emersi dalla manifestazione di interesse, con un ulteriore impatto occupazionale stimato in oltre 100 addetti a regime. Il percorso, caratterizzato da un clima di proficua collaborazione e sintonia istituzionale, proseguirà con l’accompagnamento dei progetti previsti nel 2026 e la predisposizione dell’Accordo di programma.
COMUNICATO STAMPA MIMIT
