August 7, 2022

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Nota Massimo Lanzilotti Ex Sindaco di Carovigno

“La proroga di sei mesi per il commissariamento del Comune di Carovigno rappresenta la chiara volontà di calpestare la democrazia di una città, di calpestare il valore delle sentenze sia penali che civili già emesse e irrevocabili, di calpestare dunque la giustizia e i valori per cui tutti ancora dovremmo credere in essa.

Con tale proroga di ulteriori sei mesi, Carovigno sprofonda sempre più nell’abisso dell’immobilismo e nella delusione.
Molti sono i settori paralizzati dal commissariamento che, nonostante i finanziamenti per opere pubbliche già stanziati, ha influito negativamente sul lavoro di tecnici, imprenditori del settore edile, investitori in campo agricolo e soprattutto turistico, per non parlare della promozione e della cultura azzerando completamente gli eventi in città.
Se l’azione del commissariamento fosse stata orientata alla crescita e allo sviluppo della città avrei accettato con piacere questa e anche altre proroghe ma se tale azione provoca una paralisi delle attività imprenditoriali e lavorative allora no, non è facilmente accettabile.
Anche perché quali sarebbero le motivazioni di una proroga di sei mesi se le sentenze asseriscono che lo scioglimento del Comune è stato illegittimo?
E se è stato illegittimo scogliere l’ente perchè perserverare in tale illegittimità?
Per ripristinare la legalità, per proteggere l’azione amministrativa da un malaffare che non c’era durante la mia amministrazione?

E’ il non senso e il paradosso che l’Italia è in grado di proporci in questo e più casi. E che nolente o volente una intera comunità subisce ingiustamente nel silenzio assordante di tutte le altre forze politiche presenti in città che dal primo momento hanno preferito tacere”.

 

Nota Alessandro Leoci, consigliere regionale CON

“In merito alla proroga di ulteriori sei mesi per il commissariamento del Comune di Carovigno, deliberata dal Consiglio dei Ministri lo scorso mercoledì, sento di dover esprimere un certo rammarico e invitare a una riflessione sugli strumenti legislativi che a monte disciplinano lo scioglimento degli enti pubblici.

Stante infatti le sentenze di piena assoluzione che hanno riguardato sia l’ex Sindaco Massimo Lanzilotti che l’ex Presidente del Consiglio comunale Francesco Leoci, avrei auspicato un ritorno alle urne per dare piena espressione alla libertà della democrazia popolare che viene espressa tramite il diritto di voto.

Gli scioglimenti dei consigli comunali sono sempre più frequenti nei Comuni pugliesi. In alcuni di questi casi le motivazioni sono evidenti e rivelano una gestione preoccupante della cosa pubblica. Ma in altri casi non sono poche le sentenze a favore degli amministratori locali.
Quindi bisognerà valutare i singoli casi volta per volta e non fare di tutta l’erba un fascio. Forse è arrivato il momento di fare delle serie riflessioni in merito e invitare la politica tutta a discuterne.

In particolare credo che lo strumento dell’art. 143 del T.U.E.L., che disciplina lo scioglimento degli enti conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare, vada rivalutato nel suo importante valore considerando prove più “granitiche” al fine di non privare i cittadini dei propri rappresentanti.
Altrimenti si potrebbe incorrere nel rischio di strumentalizzare una norma assolutamente utile nelle vere realtà criminali, realtà in cui la mafia condiziona effettivamente le amministrazioni pubbliche.
E’ da tempo che si discute di una revisione di tale articolo che però al momento è ferma in Parlamento, mi auguro che questa discussione sia ripresa per garantire che lo scioglimento degli enti sia basato su prove certe e concrete.

Inoltre torno a ribadire che i Sindaci andrebbero tutelati maggiormente, perchè nelle loro vesti sono coloro i quali entrano in contatto indistintamente con tutti i cittadini e che incorrono in rischi maggiori.

Ad oggi con la proroga e l’appuntamento elettorale che slitta a maggio 2023 non resta che attendere, ma far tornare la politica nel Palazzo di Città era e resta la priorità”.

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