Una lettera aperta, firmata dal dott. Francesco Leoci, riporta al centro dell’attenzione una delle questioni ambientali più controverse del territorio brindisino: la gestione dei rifiuti ad Autigno e la presenza, sullo stesso perimetro, della discarica pubblica e dell’impianto privato di Formica Ambiente.
Leoci prende le mosse da un recente articolo pubblicato da Claudia De Donno per Fratelli d’Italia, riconoscendone il merito di aver riproposto una problematica che, a suo giudizio, continua a essere affrontata in modo parziale. Al di là delle differenze generazionali richiamate con tono personale, il cuore della lettera è politico e amministrativo: il Comune di Brindisi e l’Amministrazione provinciale vengono indicati come soggetti pienamente coinvolti nella gestione del sito di Autigno e chiamati a esprimere una posizione chiara sull’impianto di Formica Ambiente.
Il punto più critico resta quello dell’inquinamento delle falde acquifere, una preoccupazione definita “stante e dubitativa”, che – secondo Leoci – non ha ancora trovato risposte adeguate. Un silenzio che pesa, soprattutto alla luce delle ripetute sollecitazioni avanzate negli anni da Fratelli d’Italia e della mancata apertura di un confronto civile e istituzionale strutturato.
Nel passaggio più politico della lettera, Leoci richiama il ruolo dell’attuale sindaco di Brindisi, ricordandone l’esperienza passata e la conoscenza diretta delle dinamiche legate alla gestione dei rifiuti, nonché il rifiuto, a suo tempo, di soluzioni giudicate inaccettabili per il territorio. Da qui l’invito a individuare oggi iniziative capaci di raccogliere consenso e di sbloccare una situazione che appare ferma da troppo tempo.
Pur escludendo che la soluzione possa essere demandata esclusivamente al primo cittadino, Leoci indica nell’Assemblea comunale il luogo naturale di una forte azione di impulso politico, anche attraverso il superamento di rigidità e contrapposizioni che hanno finora impedito una sintesi.
La conclusione è netta: lo stato di stallo non è più sostenibile. Serve una soluzione definitiva, urgente e consapevole degli interessi generali in gioco, per restituire certezze ai cittadini e chiudere una fase lunga e, per molti aspetti, incomprensibile di immobilismo. Una presa di posizione che, con toni misurati ma fermi, riapre un dossier destinato a restare centrale nel dibattito pubblico brindisino.
