March 6, 2021

Brundisium.net
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La scuola non è solo il luogo dove acquisire conoscenza: è un ambiente in cui l’individuo si sviluppa come persona e dove impara a gestire la complessità sociale. L’emergenza epidemiologica, da troppo tempo, ci sta costringendo all’uso preponderante della Didattica a Distanza sottraendo, alle giovani generazioni, il legame affettivo con il luogo fisico della classe e relegandole ad un isolamento sociale sempre più forte (riduzione, se non mancanza totale, di relazioni sia con i pari che con gli adulti) che, inevitabilmente, si ripercuote sullo sviluppo psichico delle “persone”.

Purtroppo siamo ancora nel pieno dell’emergenza e non si riesce a scorgere una nitida via d’uscita. Così continuiamo ad arrovellarci, giustamente, sulle questioni organizzative per cercare di arginare il dilagare dei contagi. In questo contesto non possiamo non avere la consapevolezza che più tarda la fine di questo buio periodo, più sarà difficile il “ritorno alla normalità” con il ricominciare a svolgere attività “insieme” ad altre persone, tornare a scuola, tornare al lavoro, riallacciare relazioni sociali.

Al termine dell’emergenza è necessario ridare alle giovani generazioni un senso di comunità: non solo concentrarsi esclusivamente a rimetterli al pari con la programmazione didattica ma impegnarsi anche a far in modo che questo vuoto psico-relazionale possa non trasformarsi un domani in un “perdersi” nella conformazione.

Senza entrare nel merito delle periferie, dove l’isolamento sociale è ancora più predominante, i giovani hanno la capacità di continuare a mantenere più di qualche decina di connessioni relazionali ma per i più piccoli, tali connessioni, sono relegate quasi esclusivamente ai familiari più stretti, alla fortuna di avere o meno famiglie stabili…

Tutto ciò ci consegna la responsabilità di essere preparati alla fine di questo tunnel avendo già consapevolezza di quali potrebbero essere le strategie operative per recuperare i danni che si sono consumati e che si continuano a erodere con l’emergenza epidemiologica.

 

E’ per tale motivo che la FLC CGIL Brindisi, con la CGIL Brindisi, vuol aprire e, pertanto, si impegna ad aprire un percorso di riflessione aperto, non solo ai propri iscritti, sulle attività metodologica-didattica da attuare per il recupero dei danni prodotti da questo periodo emergenziale sulle giovani generazioni. Sarà l’occasione feconda per riuscire a conciliare gli aspetti cognitivi con quelli emotivi–relazionali, in nome e per conto di una visione che considera l’uomo nella sua integralità, soprattutto riflettendo che ogni età evolutiva ha i suoi rischi altissimi di demotivazione/dispersione e che non può esserci sviluppo cognitivo se non c’è una serenità affettivo/emotivo/relazionale di base.

 

COMUNICATO STAMPA CGIL Brindisi e FLC CGIL Brindisi
a firma di Antonio Macchia e Fulvio Rubino

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