October 4, 2022

Brundisium.net
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… apposta apposta per rivedere G. …
non so se per salutarlo, per rivedere il mio vecchio rione, per rientrare in un luogo già vissuto …
e chi può dirlo …

 
G. è giovane, simpatico, cordiale, gentilissimo …
padre da poco, ha i fondamentali del saper vivere …
per lui il “buongiorno” è il “buongiorno” …
un saluto affettuoso ed un sorriso hanno un valore …
nel suo locale entrano centinaia di clienti al giorno …

 
non potrebbe distillare a tutti la stessa simpatia neanche se volesse … deve scegliere …
e deve farlo in base ad una graduatoria personale che si è costruita negli anni, giorno dopo giorno …
ne ho colto le caratteristiche edificatorie …

 
la classifica che G. ha stilato e nella quale noi clienti siamo collocati prevede una serie di indispensabili presupposti senza i quali si è irrimediabilmente fuori …
l’educazione, la chiarezza espositiva nelle richieste, la decisione ed una certa dose di velocità applicata al pagamento ed alla riscossione dell’eventuale resto …
entro salutandolo con simpatia …
mi ha già visto attraverso la vetrina e mi sorride …

 
sig. Apunto come stiamo? …
bene e tu? …
si va, ho letto il tuo ultimo articolo, li leggo tutti , non seguo molto tutte le cazzate sul web ma le tue le leggo, ma scusa, hai litigato con O.? …
no, perchè? …
ho letto la tua lettera, pensavo che aveste litigato visto che gliene hai dette di tutti i colori …
è preoccupato forse per la probabile fine di una collaborazione fra me e Brundisium …

 
lo tranquillizzo: noooo, è una specie di vezzo fra noi …
sai riteniamo di poterci dire tutto perchè ci reputiamo intellettuali della garzetta, ci divertiamo a dividerci su questioni impegnate … adesso G. si è rasserenato ma manca ancora il suo punto di vista sulla diatriba …
me lo dice subito perchè vuole che io lo sappia …
però hai ragione sig. Apù …
e mi spiega perchè : a lui non piacciono quei giornalisti che si limitano a descrivere il fatterello senza conclusioni e senza commenti; mi dice che ho fatto bene, che lui lo ha già espresso ad una sua amica giornalista con la quale ci ha mezzo litigato …

 
G. quando parla è costretto a scegliere parole forti e decise poichè i clienti che continuano ad entrare e che lui continua a servire non lascerebbero spazio a voli linguistici elevati …
la cassa pretende attenzione …
ripete che ho ragione e che questa città è in queste condizioni anche per colpa dell’informazione che è quella che è …
G. è padrone della sintesi estrema chiara e netta …
continua : siamo una città di merda anche per colpa dei giornalisti che abbiamo, ma dico io, che ci vuole ad aggiungere un commento che faccia luce sul perchè accadono certe cose? …
se lo chiede dal punto di vista del sociologo che è dopo anni ed anni di attività …

 
G. è a suo modo un sociologo raffinato e acuto …
ha una clientela particolare formata per lo più dalla fascia più debole e sconfitta della popolazione: i fumatori cronici schiavi del vizio più stupido del mondo …
conosce le nostre debolezze più di qualunque università americana che sforna statistiche della minchia sul mondo del fumo …
il suo locale è situato in un punto strategico della Commenda ,
G. osserva, ha la capacità dell’analista e saprebbe raccontare questa città meglio di tanti osservatori professionisti …
vorrebbe farlo proprio ora ma la cassa chiede ancora attenzione … G. sa che anch’io ho fretta, deve essere estremamente sintetico e quasi visivo nell’esposizione …
ci prova …

 
sig. Apù … qua, il migliore di Brindisi, se va a Milano non lo fanno neanche entrare nelle mura della città … e il migliore di (cita un quartiere cittadino periferico) se va a Milano lo lasciano proprio fuori dopo la fila di zingari e dopo i senegalesi …
io penso che mi servirebbero pagine e pagine per esprimere il nostro provincialismo e la nostra poca attitudine a misurarci con la vera modernità …
ringrazio mentalmente G. e lo saluto …

 
mentre vado via non posso fare a meno di pensare alla metropoli lombarda cinta da un muro di zingari sottobraccio e dietro di loro un altro cerchio di senegalesi che si girano appena e guardano con disprezzo, dietro di loro, i brindisini appena arrivati …
ragazzi, qui c’è Magritte o Dalì o non so neanch’io …
questa è arte pura …
questa è visione …
questa è poesia …

 

A.Serni

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