April 5, 2020

Brundisium.net
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Come si può raccontare l’orrore dell’Olocausto agli studenti? Come è possibile parlare della Shoah e  del Giorno della Memoria anche se sono lontani da quel periodo storico? La Memoria non si insegna. Conviene partire dagli eventi della storia e discutere intorno ai contenuti e alle loro possibili interpretazioni, calpestare gli scenari, che sono stati teatro di quell’orrore , per vivere il passato. Soltanto dopo, alla fine, tutto questo può diventare memoria non banalizzata, ritualizzata e “celebrata”.

 

Sensibilizzare i ragazzi alla conoscenza dello sterminio degli ebrei, all’importanza di conservare memoria  contro chi voglia cancellarne il ricordo o misconoscerne la verità storica, proporre una pluralità di voci, dai deportati agli scrittori a chi è stato carnefice, ma anche a chi è stato indifferente, per poter comporre un quadro completo e storicamente fondato, promuovere un atteggiamento di incontro, consapevolezza e conoscenza nei confronti della diversità al fine di costruire un futuro di pace e responsabilità civile e sociale: tutto questo è compito del contesto sociale e particolarmente della scuola.

 

Conoscere la tragedia della Shoah non serve soltanto per non dimenticare coloro che ne sono stati vittime, ma anche per noi stessi, se vogliamo un mondo diverso. Solo la persistenza del ricordo, infatti, può darci la possibilità di una riflessione e di una convivenza davvero umana :parlare della Shoah oggi è un compito tanto più urgente,  sia perché  stiamo perdendo gli ultimi testimoni sia in relazione ai ripetuti episodi di violenza e di discriminazione nel mondo.

L’iniziativa del Treno della memoria, alla quale ha aderito l’ITT “G.Giorgi” di Brindisi , promossa dalla D.S. Mina Fabrizio, vede la partecipazione di 19  studenti delle classi III e IV nell’ottica di un significativo viaggio di nove giorni a decorrere dal 26  gennaio  lungo i sentieri della Memoria europea: la città di Cracovia,  con visita del Ghetto ebraico e  del Museo della Fabbrica di Schindler, i Campi di Auschwitz e Birkenau.

L’itinerario proposto costituisce il nucleo fondante dell’esperienza , ma preceduta da una fase propedeutica a cura dell’Associazione “Il treno della memoria” e del prof. De Luca dell’Ateneo di Lecce , e si concluderà nei mesi successivi con momenti di riflessione, da condividere con l’intero Istituto attraverso altre iniziative tese ad arricchire interiormente e culturalmente la personalità del futuro cittadino.

 

In tale prospettiva si consolida l’idea che la “memoria” abbia il valore di ricordo collettivo  e, quindi ,di fattore unificante della Repubblica Italiana e della più vasta Europa libera, nate dalla lotta contro il fascismo e il nazismo, e dal rifiuto di ogni discriminazione, di tipo razziale o etnico. Quella della Shoah non va  affidata alla categoria  del ricordo di un evento storico, nei confini di sviluppo che la riguardano, ma collocata all’ interno di un più ampio discorso, di riflessione e di  approfondimento sulla nostra civiltà contemporanea, che, pur con  tutte le sue conquiste, non ha cancellato il concetto di alterità, ossia della  diversità intesa sotto vari aspetti: religioso, etnico, sociale, sessuale per  cui i diversi sono, sempre e comunque, gli altri.

 

Fare memoria vuol dire schierarsi con decisione contro  ogni razzismo.

 

L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza. (Liliana Segre)

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