February 21, 2020

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Nel corso di due distinte verifiche effettuate in provincia di Brindisi, e più precisamente in agro del Comune di Villa Castelli ed in quello di Erchie, i Carabinieri Forestali hanno effettuato dei sequestri per irregolarità in contravvenzione alle normative che disciplinano il sistema autorizzatorio in ambito edilizio e quello dello smaltimento dei rifiuti.

 

Nella prima operazione i militari, in servizio presso la Stazione Carabinieri Forestale di Ceglie Messapica, dando attuazione ad un Decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. di Brindisi, hanno sottoposto a sequestro un’area di circa 1.200 mq perché interessata da un profondo scavo senza che fossero state ottenute le necessarie autorizzazioni. Detto scavo, che interessa una superficie, avente l’estensione di m 62 x 19 ed una profondità di m 6.5 circa, è ubicato nei pressi di un frantoio oleario, il cui titolare aveva incaricato un tecnico di eseguire il progetto relativo allo scavo e di dirigere i lavori. Tale comportamento integra la violazione del D.P.R. 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) nonché dell’art. 110 del codice penale (che prevede la pena per coloro che concorrono nell’effettuazione di un reato).

 

Tale intervento ha seguito di poche ore un’operazione posta in essere dai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Brindisi, i quali, nel corso di una verifica d’iniziativa, hanno effettuato un accurato e minuzioso controllo della documentazione presente in un frantoio oleario in agro di Erchie, visionando planimetrie, visure ed autorizzazioni al fine di accertare la piena regolarità dell’attività di “acquisto, lavorazione, trasformazione, commercio, raccolta e distribuzione delle olive da olio” che vi viene effettuata.
Nel corso dell’accertamento i Carabinieri Forestali hanno notato fra l’altro la presenza di una grande vasca interrata ubicata nelle immediate vicinanze delle acque di lavaggio, vasca non indicata in planimetria ed avente la funzione di raccogliere le acque meteoriche di dilavamento del piazzale. Al momento dell’ispezione la vasca, avente un’estensione di circa 36 mq ed una profondità che non è stato possibile accertare, è risultata pressoché colma delle acque meteoriche di dilavamento che vi pervenivano mediante un sistema di canalette avente la funzione di convogliarle.
Alla richiesta di esibire la prescritta documentazione (F.I.R.) attestante la corretta gestione di tali acque mediante loro conferimento a Società autorizzata al loro smaltimento, l’oleificio non è stato in grado di fornire alcunché.
Accertata pertanto la violazione dell’art 256 cc. 1 e 2 del Decreto Legislativo 152/2006 (“Codice dell’Ambiente”) integrante il reato di stoccaggio e smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi costituiti dalle acque meteoriche di dilavamento dei piazzali di transito da parte di un’impresa, i Carabinieri Forestali, così come prevede il dettato della norma, hanno immediatamente proceduto al sequestro della struttura.

 

Nel primo caso sono state indagate due persone: il titolare del frantoio (proprietario dell’area nonché committente dei lavori) ed il tecnico incaricato dell’esecuzione (in quanto progettista ed esecutore dei lavori), mentre nel secondo è stata indagata una persona, il titolare della struttura.

 

Più che nel passato, la tutela del territorio e della stessa salubrità dell’ambiente in cui anche noi viviamo richiede verifiche, conoscenze e competenze tecniche via via più approfondite per un’attività, come quella dei Carabinieri Forestali, che spazia a 360° al fine di assicurare un ambiente più sano e più vivibile.

 

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