January 29, 2020

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Caro Dirigente,

 

con rammarico noto come la scuola stia perdendo, col tempo, la propria funzione di agenzia educativa e come non sempre assolva ad uno dei suoi ruoli prioritari, cioè diffondere la conoscenza e l’informazione in maniera democratica.

 

In qualità di genitore di due ragazzi frequentanti la Scuola Media “Materdona-Moro” di Mesagne, vorrei sottolinearle la mia indignazione per una questione che va oltre l’attivazione o meno della settimana corta, ma che riguarda la libertà individuale e il diritto di esprimere in maniera pacata e non urlata la propria opinione di genitori a proposito di temi riguardanti i propri figli.

Questo tipo di atteggiamento non favorisce un clima di fiducia verso la scuola, e sappiamo invece quanto questo sia oggi necessario: se i genitori si sentono coinvolti, e soprattutto ascoltati, si possono costruire basi educative comuni e solide; diversamente, percorrendo strade antitetiche, si rende tutto più difficoltoso e, inevitabilmente, a risentirne sono prima di tutto i ragazzi.

 

Ho deciso di farle giungere in tal modo la mia voce, vista l’impossibilità di farlo mediante sedi “opportune”, come lei le definisce, in rappresentanza di tutti quei genitori il cui parere è rimasto inascoltato, in assenza di una consultazione diffusa nella comunità mesagnese e di una mancata campagna informativa sui vantaggi / svantaggi di una articolazione oraria di 5 giorni. Ma è davvero necessario che la scuola venga penalizzata per un modesto ritorno economico o per l’esigenza di un week-end fuoriporta che non tutti si possono permettere?

 

Questa è la verità, anche se celata da altre priorità. Inoltre, essendo genitore di un bambino BES, che già fa fatica a seguire l’incalzare delle lezioni, come potrà mai sostenere il ritmo massacrante stabilito da siffatta articolazione? Sarà garantito ancora il suo diritto all’inclusione e al successo formativo?

 

Tanti genitori, però, pensano di no alla luce di una semplice considerazione: se il futuro sarà di chi possiede le conoscenze e le competenze, allora molti dei nostri ragazzi rischiano di perdere un’opportunità!

Noi genitori contrari alla settimana corta, lavorando per la maggior parte sei giorni alla settimana, non accettiamo che i nostri figli rimangano in balia della sorte il sabato, che il sabato diventi il giorno riservato al sonno per compensare l’irrazionale dispendio di energie subito nei cinque giorni precedenti o addirittura che i nostri ragazzi siano svuotati dai social.

 

In conclusione, secondo me, alla fine sono molto di più gli svantaggi dei vantaggi e, quindi, ci pensi bene e dia l’opportunità a tutti i genitori di esprimersi!

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