Il Fatto Quotidiano ha acceso i riflettori sull’operazione “Turismo delle radici”, il piano da 200 milioni di euro promosso dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Secondo l’inchiesta, buona parte dei fondi – 140 milioni – finiranno in Puglia e Campania, le due regioni che il 23 e 24 novembre andranno al voto.
Il quotidiano parla di “spot elettorale” confezionato alla vigilia delle Regionali: il 21 novembre, a Villa Madama, a Roma, Tajani presenterà ufficialmente gli interventi, convocando sindaci e amministratori proprio allo scadere della campagna elettorale.
Tra i Comuni destinatari delle risorse spicca Brindisi, con 37 milioni di euro per la costruzione di un nuovo stadio e la riqualificazione della piscina comunale e di altri impianto della Cittadella dello Sport. Il progetto interessa il territorio del sindaco sostenuto dal centrodestra e coincide con la base elettorale del deputato forzista Mauro D’Attis.
Il Fatto Quotidiano segnala anche altri casi pugliesi: 18 milioni a Santa Cesarea Terme, paese confinante con quello d’origine del parlamentare azzurro Andrea Caroppo, e 15 milioni a Ginosa, dove il sindaco M5S ha dichiarato di essere venuto a conoscenza del finanziamento dai social del deputato di FI Vito De Palma: “Non so neanche su quali terreni fare gli interventi”.
Il caso è diventato politico.
“Secondo ricostruzioni di stampa, fondi nati per il Turismo delle radici, per riportare nei borghi di origine i figli della diaspora italiana nel mondo, vengono dirottati su stadi, palazzetti e perfino, si legge, ‘40 milioni a Sport e Salute per cofinanziare la riqualificazione del Centrale del Foro Italico, mentre 20 milioni finanzieranno il waterfront di Fiumicino’, con oltre 200 milioni complessivi e una concentrazione anomala in Puglia e Campania a ridosso del voto”.
A denunciarlo è Fabio Porta, deputato eletto all’estero, che insieme ad alcuni componenti della Commissione Affari Esteri della Camera ha presentato un’interrogazione per chiedere al governo di chiarire la destinazione e l’utilizzo dei fondi.
“Basta mance e opacità: si pubblichino immediatamente istruttorie, graduatorie e cronoprogrammi”, continua Porta. “Si sospendano gli impegni non coerenti e si chiarisca la reale entità delle risorse sul Foro Italico e sui casi-simbolo Brindisi, Ginosa, Santa Cesarea e Irpinia. Il Turismo delle Radici deve tornare ai borghi e agli italo-discendenti, non ai cantieri elettorali del momento”.
La Farnesina respinge le accuse, sostenendo che si tratti di una semplice presentazione priva di finalità elettorali. Ma tra inchieste giornalistiche e interrogazioni parlamentari, il dossier è destinato a restare al centro del dibattito, soprattutto nei territori – come Brindisi – dove i progetti finanziati coincidono con opere pubbliche da anni al centro dell’attenzione, non solo politica.
(Fonte principale: Il Fatto Quotidiano)
