January 21, 2026

«Condanniamo con fermezza il grave incendio che ha colpito la struttura di accoglienza in fase di realizzazione a Restinco e ribadiamo che nessun atto intimidatorio fermerà il percorso di civiltà, diritti e legalità che il territorio brindisino ha scelto di intraprendere». Così i segretari generali della CGIL di Brindisi e della FLAI CGIL di Brindisi intervengono con una dichiarazione congiunta dopo i gravissimi fatti avvenuti a Restinco.
Nelle scorse ore un incendio ha interessato l’edificio destinato all’accoglienza dei lavoratori migranti stagionali. Un episodio grave, che riaccende un clima di tensione e preoccupazione e che non può essere derubricato a fatto marginale o isolato. Si tratta di un fatto che interroga l’intera comunità brindisina e chiama tutti a una presa di responsabilità, senza ambiguità.
Da tempo il territorio è impegnato in un lavoro condiviso tra istituzioni, parti sociali, organizzazioni sindacali e mondo dell’associazionismo per contrastare il caporalato, il lavoro nero e le condizioni di sfruttamento. Un percorso costruito con pazienza e confronto, che mira a superare i ghetti, a garantire accoglienza dignitosa, servizi, tutela dei diritti e reali possibilità di integrazione sociale e lavorativa. Un lavoro complesso e delicato, che non può essere messo in discussione da atti di violenza o da tentativi di intimidazione.
«Abbiamo sempre espresso forti perplessità sulla collocazione della struttura a Restinco, perché rischia di produrre isolamento e nuove forme di ghettizzazione», dichiara Gabrio Toraldo, segretario generale della FLAI CGIL di Brindisi. «Quelle risorse, 2.3 milioni di euro, dovevano servire prima di tutto all’integrazione dei lavoratori nei centri abitati e nel tessuto sociale, non a spostarli ai margini. Avevamo inoltre ricevuto rassicurazioni su tempi rapidi e su una soluzione temporanea, che nei fatti non si sono mai realizzate. È passato troppo tempo e le condizioni di vita dei lavoratori sono rimaste inaccettabili. Oggi, dopo quanto accaduto, chiediamo un intervento immediato del Comune e delle istituzioni per una riorganizzazione più decorosa della struttura esistente di via Provinciale per San Vito, nel rispetto dei lavoratori migranti e della stessa comunità brindisina. Non si possono lasciare persone, che lavorano e contribuiscono all’economia di questo territorio, in condizioni di abbandono e precarietà».
«L’episodio di Restinco deve rappresentare uno spartiacque», aggiunge Massimo Di Cesare, segretario generale della CGIL di Brindisi. «Non possiamo limitarci alla condanna formale. Serve una risposta forte, collettiva e coerente, che rafforzi il percorso avviato e ne acceleri l’attuazione. La lotta al caporalato e allo sfruttamento passa dall’accoglienza dignitosa, dalla tutela dei diritti, dal presidio del territorio e da politiche di integrazione vere. Arretrare oggi significherebbe consegnare spazio all’odio, alla paura e all’illegalità. Noi riteniamo invece che sia necessario consolidare tutti i presìdi di democrazia, coinvolgere attivamente le istituzioni e la società civile e continuare a portare avanti battaglie di civiltà, perché solo così si costruiscono sicurezza, coesione sociale e futuro per l’intero territorio brindisino».

 

 

Gabrio Toraldo (Segretario generale FLAI CGIL Brindisi)
Massimo Di Cesare (Segretario generale CGIL Brindisi)

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