January 29, 2026

In data 28 gennaio 2026, presso la sede della FAILM di Mesagne (BR), si è riunito il Tavolo di Coordinamento Sindacale convocato d’urgenza per discutere la vertenza ENI-Versalis del polo petrolchimico di Brindisi. All’incontro, promosso dalla FAILM per affrontare l’attuale fase di incertezza industriale e occupazionale, hanno partecipato le Segreterie di COBAS e CISAL, unitamente alle RSA e RSU delle aziende dell’indotto; erano state invitate al tavolo anche CGIL, CISL, UIL, UGL, FISMIC e CONFIAL.
L’iniziativa è stata introdotta dal Segretario Generale FAILM, Claudio Capodieci, il quale ha ribadito la necessità di un fronte sindacale unito per evitare che la frammentazione delle iniziative indebolisca la forza contrattuale dei lavoratori, rischiando di favorire esclusivamente le controparti aziendali. Capodieci ha quindi ripercorso i punti fermi riportati nella convocazione ufficiale:
• Clausole Sociali: È stata pretesa la piena e rigorosa applicazione delle clausole sociali previste dai CCNL di categoria e dai protocolli di sito per garantire la continuità occupazionale di tutti i lavoratori, con particolare attenzione a quelli dell’indotto.
• Ammortizzatori Sociali e tutela del reddito: È stata ribadita l’urgenza di un coordinamento per l’attivazione degli ammortizzatori sociali previsti per le aree di crisi industriale complessa, assicurando la piena copertura salariale.
• Garanzie industriali e tempi certi: Il sindacato pretende impegni formali, investimenti certi e un cronoprogramma definito della riconversione industriale.
• Unità d’azione e rapporto con le istituzioni: È stata sottolineata l’importanza di una strategia comune per interloquire in modo autorevole con Regione, Ministero e Prefettura.
Durante il dibattito sono inoltre emersi i seguenti contributi:
• Bobo Aprile (Segretario COBAS): Ha proposto di avviare mobilitazioni concrete, coinvolgendo i lavoratori dell’indotto in assemblee e manifestazioni presso la Regione e il MIMIT per il rispetto dei livelli occupazionali, condividendo pienamente le richieste e i punti proposti dalla FAILM.
• Michele Antonaci (RSA CGIL): Ha invitato a riprendere con forza la contestazione del protocollo siglato al MIMIT il 10 marzo 2025, rivendicando le integrazioni allora richieste e rimaste inevase. Ha inoltre sottolineato la necessità di riprendere il percorso unitario coinvolgendo le altre sigle sindacali che hanno contestato quel protocollo, ripartendo proprio da dove il fronte comune si era inizialmente costituito.
• Giulio Carbone (Lavoratore TPS srl): Ha evidenziato con forza la “latitanza” e le difficoltà delle sigle sindacali firmatarie del protocollo, denunciando il loro silenzio assoluto in questa fase critica della vertenza.
• Massimo Pagliara (Unione CISAL): Pur apprezzando lo sforzo profuso dalla FAILM, ritiene non condivisibile un percorso di mobilitazione che sino ad oggi ha prodotto solo “passerelle”. Ritiene fondamentale unire le forze per convincere le aziende dell’indotto a fare la propria parte, aprendo a corsi di formazione professionale per preparare i dipendenti alle attività legate alla

decarbonizzazione. Resta inteso che il primo passo rimane l’immediata interlocuzione con la Regione Puglia per sollecitare un intervento deciso del Governo Regionale nell’esercizio delle proprie competenze, riportando le iniziative sui tavoli istituzionali che contano.
Conclusioni e Piano d’Azione – Il tavolo sindacale ha riaffermato con forza che solo un’azione coesa e una strategia comune possono restituire la necessaria forza contrattuale ai lavoratori nel confronto con ENI e con le istituzioni. La frammentazione delle iniziative è stata individuata come un rischio che favorirebbe esclusivamente le controparti aziendali a discapito della tenuta occupazionale.
Pertanto, nei prossimi giorni, la FAILM e il COBAS, unitamente alle RSA/RSU e ai lavoratori dell’indotto, daranno inizio a un calendario di mobilitazioni che prenderà il via il 2 febbraio 2026, in concomitanza con l’insediamento del Consiglio Regionale Pugliese. A questa prima azione seguiranno richieste formali di incontro indirizzate a:
• Regione Puglia: per esigere un intervento deciso e l’attivazione degli ammortizzatori sociali (CIGS) necessari a garantire la piena copertura salariale e la tutela del reddito per le aree di crisi industriale complessa.
• Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT): per pretendere garanzie industriali certe, investimenti verificabili e il rigoroso rispetto dei livelli occupazionali, sia per i dipendenti diretti che per quelli dell’indotto, attraverso l’applicazione delle clausole sociali.
L’obiettivo comune resta quello di ottenere impegni formali e un cronoprogramma definito per la riconversione del sito, mettendo fine a una fase di inaccettabile incertezza industriale.

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