Il Partito Democratico di Brindisi respinge la rappresentazione offerta dal sindaco Marchionna, secondo cui il quadro complessivo della maggioranza sarebbe rimasto sostanzialmente invariato in ragione del programma elettorale e della composizione originaria della coalizione. Si tratta di una lettura che non descrive la realtà ma la maschera, perché la maggioranza che oggi governa la città non è quella uscita dalle urne nel 2023 e nessun richiamo al programma può cancellare ciò che è accaduto sotto gli occhi di tutti.
Nel corso del mandato la coalizione ha subito una riconfigurazione profonda e continua, fatta di riposizionamenti, rotture, rimpasti e ridefinizioni degli assetti che ne hanno progressivamente alterato il perimetro politico e l’esito di questo processo è oggi inequivocabile. Il primo partito della maggioranza è diventato Futuro Nazionale, la formazione di Vannacci, un soggetto politico che alle elezioni comunali nemmeno esisteva e che non ha ricevuto un solo voto dai brindisini. In poche ore consiglieri eletti con Forza Italia e con Fratelli d’Italia sono confluiti in un movimento che si autodefinisce l’unica destra, spostando l’intero baricentro dell’amministrazione su posizioni di destra radicale che nessun elettore aveva scelto come asse di governo della città.
Il quadro è reso ancora più evidente dall’uscita dalla maggioranza della componente moderata, che ha parlato apertamente di un capitolo chiuso e quindi mentre la destra radicale diventa egemone, chi si riconosceva in una collocazione moderata abbandona il campo. Non è un dettaglio, è la fotografia di una coalizione che ha smarrito la propria natura originaria e l’ha sostituita con una costruzione fondata esclusivamente su equilibri numerici e aggregazioni successive, priva di qualunque coerenza programmatica riconoscibile.
Colpisce inoltre che un sindaco con una storia politica di radici socialiste e riformiste accetti senza battere ciglio di essere sorretto, come prima forza della propria maggioranza, dal partito di Vannacci e perciò sostenere che nulla sia cambiato significa chiedere ai cittadini di non credere a ciò che vedono. La verità è che la legittimazione democratica di questa maggioranza si è progressivamente svuotata, perché il consenso espresso nel 2023 è stato trasferito, per scelte individuali dei consiglieri, verso un soggetto politico mai sottoposto al giudizio degli elettori brindisini.
Il Partito Democratico ritiene perciò necessario aprire una riflessione pubblica e trasparente sulla reale natura politica dell’amministrazione cittadina. Brindisi ha bisogno di un governo chiaro nella sua identità, stabile nella sua visione e coerente nelle sue scelte, non di una narrazione che minimizza trasformazioni sostanziali per nascondere ai cittadini che la città è oggi guidata da una maggioranza a trazione di destra radicale che nessuno ha mai votato come tale. Su questa distanza tra ciò che gli elettori hanno scelto e ciò che oggi governa la città il Partito Democratico continuerà a chiedere chiarezza, nell’esclusivo interesse della trasparenza politica e della comunità brindisina.
Partito Democratico Città di Brindisi
