Sono giorni cruciali questi per il futuro della Valtur Brindisi.
Fino a questo momento la composizione del roster per la stagione 2026/2027 ha attraversato quasi tutte le fasi necessarie:
-scelta di un nuovo direttore sportivo e di un nuovo coach: la decisione è caduta su due figure di altissimo livello come Giulio Iozzelli e Nicola Brienza;
-scelta del gruppo di italiani da mantenere dalla passata stagione: qui sono arrivate le conferme di due titolari come Andrea Cinciarini e Ethan Esposito e di due giocatori come Gabriele Miani, capace di poter coprire sia il ruolo di n.4 che di n.5 entrando dalla panchina, e come Tommaso Fantoma, che dopo due stagioni in A2 con poco meno di 10 minuti di media giocati a gara con la canotta brindisina, sarà destinato a veder aumentare il suo minutaggio vista la scelta da parte della società di puntare su di lui come costante dalla panchina e non più come jolly sporadico;
-scegliere i nuovi italiani che sarebbero andati, con Miani e Fantoma, a comporre il quintetto pronto a entrare a match in corso: i tre “nuovi” volti corrispondono ai nomi di Lorenzo Caroti, Martino Mastellari e Edoardo Del Cadia. Caroti e Mastellari rispecchiano due certezze, portano esperienza ad alto livello nella categoria e tiro da tre punti. Ben 4 promozioni dalla A2 alla A1 per Lorenzo Caroti, che insegue il record all-time di Guido Rosselli con 5 promozioni.
Mastellari, invece, arriva qui dopo 2 stagioni e mezzo passate a Cividale e metà stagione alla Fortitudo Bologna. Esperienze che lo hanno reso indubbiamente uno degli italiani, uscendo dalla panchina, più ambiti della categoria.
Per Edoardo Del Cadia invece si tratta di un ritorno, visto che nella stagione 2024/2025 il nativo di Senigallia ha già vestito la canotta biancoazzurra, arrivando qui sulla carta come backup di Giovanni Vildera, ma a causa dei vari problemi fisici di quest’ultimo, si trovò a dover giocare minuti importanti anche da titolare, chiudendo la regular season con 6,5 punti e 4,8 rimbalzi in 17,5 minuti di utilizzo di media.
Con il ritorno a Brindisi, il suo ruolo non sembra essere cambiato. Sarà il centro di riserva pronto a subentrare dalla panchina.
Ora, non serve essere particolarmente spiccati in matematica per comprendere che, per il completamento del roster mancano all’appello 3 titolari: un italiano e i due stranieri.
L’idea che aveva preso piede e sempre più vicina alla realizzazione sembrava essere quella di scegliere una guardia italiana e di conseguenza un’ala e un centro stranieri.
A complicare questo incastro è però da qualche giorno arrivata la notizia della conferma da parte di Rimini di Pierpaolo Marini anche per la prossima stagione. Il 32enne nativo di Atri sembrava in trattativa molto avanzata con la Valtur, e avrebbe rappresentato un’aggiunta di assoluto prestigio dal momento che parliamo probabilmente del miglior italiano della categoria.
È quindi partita ufficialmente la caccia al piano B, che però non sembra ancora essere cosi chiaro. L’idea di concludere l’accordo con una guardia tiratrice italiana verrà mantenuta? O i 3 ruoli mancanti verranno riempiti in altro modo?
Il primo nome “post” Marini, è stato quello di Michele Vitali. Il 34enne ha ancora un anno di contratto con la Pallacanestro Reggiana in A, ma dalle ultime voci, a causa del poco spazio avuto nell’ultima stagione, sembra prendere sempre più piede la scelta di concludere il rapporto con un anno di anticipo e guardarsi intorno. E tra le squadre più interessate a lui ci sarebbe la Dinamo Sassari del fratello e ormai coach Luca Vitali e, appunto, la Valtur Brindisi. Due realtà destinate a recitare quindj un ruolo da protagoniste nel prossimo campionato.
La decisione di Vitali dovrebbe arrivare nel corso delle prossime giornate, ma è inevitabile pensare al fatto che in caso di addio a Reggio Emilia, sarebbe la squadra sarda la favorita come prima scelta, sia perché sarebbe un ritorno dopo aver vestito la maglia di Sassari nella stagione 2019/2020 poi interrotta dal covid, sia per la presenza in panchina del fratello.
In mezzo a queste incertezze finali, destinate a rivelarsi definitivamente nei prossimi giorni, resta una e una sola certezza: l’intelaiatura della squadra è stata definita, iniziando dai ruoli dietro la scrivania e sulla panchina fino ad arrivare al campo. Ma la pallacanestro è uno sport crudele per certi versi, dove le scelte finali e decisive possono condannarti anche se hai preso le decisioni giuste in precedenza. È il famoso concetto della ciliegina sulla torta. Serve concludere il roster con 3 innesti che diano alla squadra le corrette caratteristiche di un gruppo pronto a riprendersi il massimo palcoscenico della pallacanestro italiana.
Dunque, il futuro in 3 mosse.
Francesco De Bonis
