May 22, 2024

Brundisium.net

Tardo pomeriggio di una giornata autunnale. Cielo sereno, Luna piena, mare calmo. Bonaccia. Serata ideale per una battuta di pesca.

È forse questo che avrà pensato un pescatore di Savelletri che, insieme al figlio, era in navigazione nei pressi della riserva marina di Torre Guaceto. Nonostante le premesse l’incidente è sempre in agguato.

Infatti, vuoi per distrazione, vuoi per fatalità, alle ore 20.00 circa scattava l’allarme.

Il padre durante la condotta della piccola unità da pesca, si accorgeva che il figlio non era più a poppa dell’imbarcazione.

Immediatamente tentava di attirare l’attenzione delle unità in zona.

Il piccolo peschereccio però, essendo destinato alla pesca locale è sprovvisto di radio VHF. Gli unici mezzi di comunicazione per chiamare i soccorsi in possesso del comandante, infatti, erano un CB (“civil band” ossia radio di uso cittadino – comunemente detto “baracchino”) ed un cellulare.

Il caso ha voluto che quest’ultimo fosse in tasca del malcapitato figlio e che, purtroppo, il CB è un apparato che la Capitaneria di porto non ha a disposizione.

Tale rocambolesca circostanza ha reso difficili le comunicazioni tanto da spingere gli uomini della Guardia Costiera di Brindisi, coordinati dal Capitano di Vascello (CP) Mario Valente, ad avvalersi del supporto di chi, quotidianamente, fa uso di questi apparati radio. È stata inviata, infatti, una pattuglia via terra fino al terminal di Costa Morena al fine di utilizzare come ponte radio, tra la Sala operativa ed il piccolo motopesca, il CB di uno dei camion presenti in loco in attesa di imbarcare.

 

Le operazioni di soccorso scattavano immediatamente, favorite anche dalle ottime condizioni meteo marine, coinvolgendo anche mezzi navali minori della Guardia di Finanza e pattuglie del Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi.

Mentre si approntava il dispositivo SAR, volto a condurre un accurato e capillare screening del tratto di mare individuato come teatro dell’accaduto, giungeva la notizia del recupero del naufrago da parte di altra imbarcazione.

Condotto in porto, nonostante dichiarasse di non aver bisogno di cure, veniva affidato al personale medico del 118, all’uopo fatto intervenire, sul quale provvedeva ad eseguire un check-up.

Rientrata l’emergenza il dispositivo di soccorso si arrestava.

 

COMUNICATO STAMPA CAPITANERIA DI PORTO – GUARDIA COSTIERA DI BRINDISI

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