January 28, 2021

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Pasquale Leobilla

Operazione Hydra: così è stata chiamata la serie di indagini che ha portato all’arresto di due sindaci, due vicensindaci e diversi funzionari comunali.
In tutto sono 12 gli arresti ma l’indagine, che va ancora avanti, conta 63 denunciati e 27 indagati.

 

Le 12 ordinanza di custodia cautelare (due in carcere e dieci ai domiciliari) hanno colpito anche pubblici ufficiali preposti alla gestione amministrativa, sia politici che dirigenti comunali.
Questi, in cambio di utilità varie, economiche e sessuali, avrebbero favorito gli interessi della Rete Servizi S.r.l., società di raccolta rifiuti urbani, intestata formalmente a due donne, ma in realtà gestita da Angelo Pecere e Pasquale Leobilla (che, in passato, ha ricoperto anche la carica di amministratore della “famosa” Gestor).

 

Diversi i reati contestati a vario titolo: Associazione per delinquere, Corruzione continuata e aggravata per atti contrari ai doveri d’ufficio, Concorso in finanziamento illecito dei partiti politici, Concorso in falsa testimonianza, Corruzione continuata per l’esercizio della funzione, Favoreggiamento della prostituzione, False dichiarazioni sulla identità altrui, Falsità per induzione in certificati amministrativi, Concorso in falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, Concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

 


Angelo Pecere

Secondo gli investigatori vi sarebbe uno “stabile asservimento degli indagati a interessi personali di terzi, sistematico ricorso ad atti contrari ai doveri d’ufficio”. Le indagini avrebbero accertato che gli arrestati “hanno posto in essere una vera e propria vendita delle funzioni”

 

I comuni del brindisino interessati alla vicenda sono Torchiarolo e Villa Castelli:
Dagli atti di indagini emerge che nelle elezioni comunali 2015, Pecere e Leobilla hanno appoggiato sia il candidato Sindaco Serinelli che l’opposizione, erogando un finanziamento illecito di € 3.000,00, in cambio dell’appalto a favore della «Reteservizi srl».

A Villa Castelli, la suddetta società avrebbe appoggiato la campagna elettorale del candidato Sindaco Caliandro Vitantonio, erogando un finanziamento illecito di € 5.000,00, in cambio dell’appalto a favore della «Reteservizi srl».

Leobilla e Pecere avrebbero esteso la propria mano anche nel barese, più precisamente nel Comune di Poggiorsini. Qui, il Vice Sindaco Selvaggi, tramite le sue funzioni, avrebbe garantito alla Reteservizi SRL una corsia preferenziale nell’esecuzione della fornitura e messa in opera di un impianto di autocompostaggio, in cambio dell’assunzione di dipendenti dallo stesso indicati.

 

Al centro dell’indagini vi sono Angelo Pecere, Pasquale Leobilla, Cosima Cellino e Francesco Pecere.
I soggetti, formalmente impiegati a vario titolo nella Reteservizi Srl, avrebbero gestito e programmato attività economiche, con compiti di decisione, pianificazione e individuazione delle strategie delittuose, promuovendo e organizzando un’associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti contro la P.A., il patrimonio, la fede pubblica e l’amministrazione della giustizia, in particolare per reati corruttivi, di finanziamento illecito dei partiti, di favoreggiamento della prostituzione e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il referente dell’Associazione nella P.A. era Giuseppe Veluzzi, direttore dell’Azienda Servizi Ecologici di Manfredonia, Consulente dell’Ufficio Tecnico dei Comune di Poggiorsini, di Biccari e delle Isole Tremiti, avrebbe prodotto la documentazione necessaria, in modo occulto, in maniera da favorire la Reteservizi SRL nell’aggiudicazione dei bandi di gara.

 

Questi gli esponenti politici arrestati e le accuse mosse sul loro conto:

Nicola Serinelli (Sindaco di Torchiarolo)
Avrebbe ricevuto denaro come contributo per la campagna elettorale comunale in favore della lista civica «rinnoviAmo Torchiarolo- Nicola Serinelli Sindaco»
Negli atti di accusa vi è anche la foto che ritrae Serinelli con Pecere in un noto bar di Brindisi.

 

Maurizio Nicolardi (vicesindaco di Torchiarolo)
Uomo di fiducia e collaboratore fidato del Sindaco, avrebbe intrattenuto rapporti con il Pecere, interessandosi di far assumere persone vicine, in cambio dell’accordo bonario circa la restituzione di somme di denaro dovute alla Reteservizi dal Comune di Torchiarolo.

 

Vitantonio Caliandro (Sindaco di Villa Castelli)
In concorso con Pecere e Leobilla, commetteva «Falsa testimonianza», per aver asserito innanzi al Tribunale di Brindisi, nel corso di un procedimento, che la Reteservizi SRL avesse svolto servizi aggiuntivi rispetto alle originarie previsioni contrattuali.
Avrebbe ricevuto denaro quale contributo alla campagna elettorale relativa alle elezioni amministrative del Comune di Villa Castelli, in favore della lista civica «Caliandro» Sindaco.
Avrebbe favorito la Reteservizi Srl nell’aggiudicazione di gare d’appalto per la raccolta dei rifiuti in quel comune.

 

Giovanbattista Selvaggi (vicesindaco di Poggiorsini)
In cambio di varie utilità avrebbe adottato corsie preferenziali illegittimamente a vantaggio della Reteservizi SRL riguardo potenziamento ed ammodernamento delle strutture dedicate alla raccolta differenziata e all’autocompostaggio, in cambio di assunzioni di soggetti allo stesso vicini.

 

Importante anche il ruolo di Michele Zaccaria (responsabile ufficio tecnico comune di Squinzano, per corruzione continuata per l’esercizio della funzione).
Nominato componente esperto per l’esame delle offerte tecniche relative all’appalto per l’affidamento del servizio pubblico di igiene urbana nell’Ambito di Raccolta Ottimale, associazione tra i comuni di Gallipoli, Alliste, Melissano, Racale e Taviano, in diverse circostanze, in virtù di medesimo disegno criminoso, avrebbe esercitato le sue funzioni a vantaggio della RETESERVIZI S.r.l., nell’aggiudicazione delle gare d’appalto, in cambio di denaro.

 

Infine c’è da rilevare la funzione di Giuseppe Guarini, albergatore accusato di favoreggiamento della prostituzione e false dichiarazioni sull’identità altrui. In qualità di gestore dell’Hotel «Sotto le stelle», sito in Carovigno, interrogato circa la predetta struttura della presenza di una escort, avrebbe reso dichiarazioni mendaci.

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