Il Consorzio realizzerà campi boe per l’ormeggio sostenibile e sicuro anche nella zona speciale di conservazione, fuori l’area marina protetta, dentro, installerà sistemi antistrascico e per il ripopolamento della fauna marina, nuove praterie di posidonia ed attività di educazione per la comunità locale.
Il Dipartimento ambiente della Regione Puglia ha ammesso a finanziamento e assegnato il primo posto in graduatoria al progetto del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto “Interventi per la salvaguardia della biodiversità marina nella ZSC IT9140005 Torre Guaceto e Macchia San Giovanni mediante l’installazione di sistemi a basso impatto ambientale” nell’ambito dell’Avviso per la selezione di proposte finalizzate al mantenimento e al ripristino di specie e habitat relative ai siti Natura 2000.
Le azioni.
L’ente realizzerà quattro campi boe per disciplinare l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto in maniera sostenibile, salvaguardando i fondali e incrementando la sicurezza della navigazione anche nella ZSC Torre Guaceto Macchia San Giovanni, area soggetta a tutela, ma esterna all’Area Marina Protetta. L’intervento è ideato in collaborazione con le leghe navali di Brindisi, Specchiolla, Torre Santa Sabina e Villanova e prevede la loro collocazione in aree individuate attraverso studi pregressi e monitoraggi sul traffico nautico e sulla distribuzione degli habitat sensibili: due all’interno del perimetro dell’AMP e nello specifico in località Apani e Punta Penna Grossa, due
nella ZSC, presso la marina di Torre Santa Sabina e quella di Villanova.
Dentro la riserva, invece, si procederà con l’installazione di sistemi dissuasori anti-strascico di tipo “stop net” associati a strutture per il ripopolamento “tecnoreef”, che uniscono la funzione di protezione passiva degli habitat alla creazione di nuovi microhabitat favorevoli alla riproduzione della fauna marina. Questo intervento implementerà quello già realizzato due anni addietro per la dissuasione della pesca di frodo.
Ancora in riserva, sarà aumentata l’estensione della prateria di posidonia. Ottenuto il successo del progetto pilota realizzato lo scorso anno, nell’ambito del quale sono stati raccolti e fatti germogliare i semi della pianta marina, che poi ha attecchito sui fondali dell’area protetta, si continuerà con la procedura innovativa che permetterà di tutelare sempre di più la riserva ed i suoi animali.
Infine, affinché sempre più gente decida di rispettare la natura e diventare protagonista delle attività di tutela di Torre Guaceto, il Consorzio realizzerà azioni di diffusione, sensibilizzazione e coinvolgimento delle comunità locali e degli stakeholder, in coerenza con i principi della partecipazione e dell’educazione ambientale.
“Il progetto si configura come un insieme di interventi integrati finalizzati a coniugare la fruizione sostenibile del mare con la conservazione degli habitat e delle specie che caratterizzano l’AMP di Torre Guaceto e la ZSC Torre Guaceto Macchia San Giovanni – ha spiegato il direttore del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Alessandro Ciccolella -, La strategia adottata si fonda su un approccio multilivello: da un lato la regolamentazione delle attività diportistiche e della pesca illegale, dall’altro il ripristino e il rafforzamento degli habitat marini prioritari, con un’attenzione particolare alla prateria di Posidonia oceanica, risorsa chiave per la biodiversità e per l’equilibrio ecologico del litorale. In linea con le finalità della Rete Natura 2000, che mira a garantire il mantenimento o il ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie di interesse comunitario, e con gli indirizzi della Strategia europea per la biodiversità 2030, che pone tra i suoi obiettivi la tutela di almeno il 30 percento dei mari e il ripristino degli ecosistemi degradati – ha chiuso Ciccolella -, il progetto adotta soluzioni concrete e innovative per ridurre le pressioni antropiche e favorire processi naturali di rigenerazione”.
Mar 3, 2026
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