La decisione della giunta comunale di portare a termine un progetto della passata amministrazione Rossi – l’apertura di un centro di accoglienza per minori nel quartiere Casale – sta facendo emergere, finalmente, tutta la falsità politica di chi oggi governa la città.
In queste ore circola una fotografia che ritrae l’attuale sindaco Marchionna, all’epoca candidato, alcuni esponenti del centrodestra e il sottoscritto. Quella foto racconta una verità che oggi qualcuno tenta goffamente di cancellare: la contrarietà politica a quell’insediamento in quel luogo preciso e l’impegno a individuare una delocalizzazione, restituendo al quartiere Casale servizi e dignità, a partire dalla riapertura della delegazione comunale.
Chi oggi prova a riscrivere quella posizione mente deliberatamente.
Non c’è mai stato, da parte mia, alcun pregiudizio verso i migranti. La mia storia parla chiaro: ho sempre scelto di stare dalla parte dei più deboli. Il tema non era l’accoglienza, ma l’ennesima decisione calata dall’alto, senza ascolto del territorio e senza una visione seria e condivisa.
La delocalizzazione era possibile. È stata possibile per altri interventi, come la pista ciclabile, grazie a un’interlocuzione ministeriale. Lo stesso percorso si sarebbe potuto fare con il Ministero dell’Interno. Non è stato fatto per assenza di coraggio politico.
È bene ribadirlo con forza:
questa vicenda non è e non può essere una battaglia personale tra Oggiano e Marchionna. È una questione politica attuale, concreta, che riguarda impegni elettorali precisi assunti davanti ai cittadini. Impegni che oggi vengono consapevolmente disattesi, come se non fossero mai esistiti. E non è un caso isolato, ma un metodo.
Questa amministrazione ha ormai un primato indiscutibile: quello di aver tradito sistematicamente gli impegni presi con i cittadini, fatta eccezione per l’accordo con Edison, rispetto al quale mi sono opposto fin dal primo giorno. Per il resto, assistiamo a una continuità imbarazzante con la programmazione dell’amministrazione Rossi, quella che a parole si diceva di voler superare.
Ho sempre sostenuto che le cose buone vadano portate avanti, chiunque le abbia realizzate. Ma qui non c’è nulla di virtuoso: c’è solo silenzio, complicità e totale assenza di confronto, soprattutto da parte dei consiglieri di maggioranza e, in particolare, di Fratelli d’Italia.
Un silenzio che pesa come un’ammissione di colpa.
Un silenzio che non può più continuare, perché rappresenta anche una grave mancanza di rispetto istituzionale e politica nei confronti del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, eletto democraticamente, ignorato e delegittimato da chi dovrebbe rappresentare il partito nelle istituzioni. Questo atteggiamento certifica uno stato di disgregazione interna e di totale irresponsabilità politica.
Fratelli d’Italia a Brindisi non è più un partito, ma una sigla svuotata, priva di autonomia, di identità e di coraggio.
Non esiste dibattito, non esiste confronto, non esiste rispetto delle regole interne. Esiste solo una obbedienza passiva e un opportunismo finalizzato esclusivamente alla conservazione della poltrona.
Non rinnego il mio passato, ma oggi vedo un partito ripiegato su sé stesso, incapace di difendere i territori, le comunità e persino i propri dirigenti eletti democraticamente.
I vertici romani, provinciali e locali dell’epoca sono riusciti a essere compatti solo su un obiettivo: distruggere e chiudere l’unico circolo territoriale regolarmente autorizzato, peraltro con il consenso dell’onorevole Gemmato e del consigliere regionale Caroli.
Dopo di allora, il vuoto politico assoluto.
Questa non è più una fase di confronto interno, né una divergenza momentanea.
È la certificazione politica di una frattura irreversibile.
Io non posso e non voglio far parte di questo modello. La politica, per come la intendo, è coerenza tra parole e atti, è rispetto degli impegni presi, è ascolto dei cittadini e dei quartieri, è autonomia di pensiero.
La mia azione politica continuerà a essere libera, autonoma e coerente, senza ambiguità e senza silenzi di comodo. Continuerò a rappresentare i cittadini nelle istituzioni con responsabilità e determinazione, ma fuori da logiche di partito che hanno tradito se stesse.
Chi ha scelto di tacere, di piegarsi e di obbedire senza discutere se ne assuma la responsabilità politica davanti alla città.
COMUNICATO STAMPA
Roberto Quarta (Consigliere comunale Città di Brindisi)
