January 8, 2026

Sarà un Consiglio comunale monotematico, convocato ai sensi dell’articolo 33, comma 2, dello Statuto del Comune di Brindisi, a discutere il futuro dell’area di Cerano dopo la cessazione definitiva della centrale ENEL “Federico II”. La seduta si terrà il prossimo 26 gennaio alle ore 15.00, a seguito della richiesta formale avanzata da oltre un quinto dei consiglieri comunali tutti appartenenti alle forze di opposizione, ai quali si è aggiunto anche l’indipendente Roberto Quarta.

La richiesta di convocazione e la mozione consiliare portano la firma dei consiglieri di opposizione Diego Rachiero, Francesco Cannalire, Riccardo Rossi, Roberto Fusco, Alessio Carbonella, Alessandro Antonino, Denise Aggiano, Giampaolo D’Onofrio e Pierpaolo Strippoli, che hanno chiesto di portare in Aula una discussione pubblica e vincolante su uno dei passaggi più delicati della storia recente della città.

 

Al centro del dibattito una mozione di forte impatto politico e amministrativo, indirizzata al Presidente del Consiglio comunale Gabriele Antonino e, per conoscenza, al sindaco Giuseppe Marchionna, che sollecita il Comune ad assumere un ruolo attivo e stringente nella fase successiva alla chiusura dell’impianto.

 

La mozione parte da una premessa netta: la cessazione definitiva della centrale rappresenta un passaggio storico e irreversibile per Brindisi, con ricadute profonde sul piano occupazionale, ambientale e sanitario. Dopo decenni di carico ambientale sostenuto dal territorio, i firmatari evidenziano il rischio concreto di abbandono industriale, aggravato dall’assenza di un cronoprogramma certo e dalla scadenza dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, che fa venir meno il presupposto giuridico per il mantenimento delle strutture nelle condizioni attuali.

 

Nel documento si richiama con forza il quadro normativo, in particolare il D.Lgs. 152/2006, che impone al gestore obblighi puntuali di messa in sicurezza, smantellamento e bonifica, con oneri integralmente a carico di ENEL. La fase di dismissione viene indicata come una possibile leva di transizione occupazionale, a condizione che sia governata da atti amministrativi chiari, tempestivi e vincolanti.

 

Tra i punti qualificanti della mozione figurano la richiesta di formale messa in mora di ENEL, l’attivazione immediata delle procedure di bonifica e ripristino ambientale, la vigilanza sulla banchina di Costa Morena – la cui concessione risulta scaduta – e la restituzione delle aree alla piena fruibilità pubblica e portuale. Centrale anche il tema del lavoro, con l’impegno a convocare la task force regionale insieme a sindacati ed ENEL per definire l’intera platea dei lavoratori dell’indotto da ricollocare nei processi di riconversione e nelle iniziative collegate ai bandi del MIMIT.

 

I consiglieri di opposizione chiedono inoltre un rafforzamento del tavolo istituzionale sulla decarbonizzazione, con cadenza mensile, e un aggiornamento costante alla Conferenza dei capigruppo sullo stato delle interlocuzioni, comprese quelle relative alla Zona Franca Doganale in capo a ENEL Logistic.

 

Il Consiglio del 26 gennaio si preannuncia dunque come un passaggio politico decisivo: un confronto pubblico sulle responsabilità, sugli obblighi del gestore e sul ruolo che il Comune di Brindisi intende esercitare per tutelare lavoro, ambiente e dignità del territorio.

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