February 15, 2026

Non una semplice presentazione di un libro, ma un momento di confronto civile e politico nel senso più alto del termine. A Tenute Lu Spada, a Brindisi, si è svolto un nuovo appuntamento della rassegna culturale “Libri in Vigna”, alla presenza di produttori agricoli, operatori del settore, rappresentanti istituzionali e interlocutori qualificati del mondo economico e culturale del territorio.

“La Xylella. Distruzione e rinascita degli olivi”ena
Al centro dell’incontro, il volume di Enzo Lavarra, “La Xylella. Distruzione e rinascita degli olivi”, un libro che affronta senza reticenze una delle ferite più profonde della storia recente della Puglia. Un incontro caratterizzato da un confronto tra l’autore e alcuni protagonisti del settore olivicolo della nostra provincia come l’avvocato Antonello Bruno, presidente regionale di Confagricoltura, Benedetta Liberace giovane imprenditrice brindisina, Rocco Caliandro di Tratturi Reali e il sottoscritto.

Tenute Lu Spada non vuol essere solo una realtà vitivinicola biologica del territorio brindisino. È un presidio culturale che ha scelto di legare la produzione agricola alla riflessione pubblica, alla visione e alla responsabilità verso la terra.

Come è stato sottolineato durante l’incontro, la campagna non è uno spazio separato dalla città: è il luogo in cui si decide quale rapporto vogliamo costruire con la natura, con il paesaggio e con le generazioni future. Discutere di ulivi, di olivicoltura e di Xylella significa discutere di identità, economia, ambiente e democrazia.
La Xylella: non è stata e non lo è solo un’emergenza fitosanitaria.

Il libro di Enzo Lavarra ricostruisce la crisi provocata dal batterio Xylella fastidiosa, che ha colpito in modo devastante il Salento.
Tra le province di Lecce e Brindisi sono scomparsi tra i 15 e i 20 milioni di ulivi. Non numeri astratti, ma aziende chiuse, redditi azzerati, paesaggi cancellati, comunità disorientate.
Durante il dibattito è emerso con forza un punto: la Xylella non ha distrutto soltanto alberi. Ha incrinato il rapporto tra cittadini, istituzioni e comunità scientifica. Ha evidenziato ritardi decisionali, conflitti istituzionali, paure collettive e diffidenze verso la scienza.
Il volume di Lavarra entra in questa ferita con coraggio, ricostruendo responsabilità e ritardi, ma soprattutto ponendo una domanda cruciale: come si governa una crisi agricola e ambientale in una democrazia complessa?
Distruzione o occasione di rifondazione?

L’incontro a Tenute Lu Spada ha allargato il dibattito oltre la cronaca dell’emergenza. La vera questione non è solo la ricostruzione degli uliveti o la gestione commissariale dell’emergenza. La vera domanda è: quale modello di agricoltura vogliamo per il Salento?
Gli ulivi non rappresentano soltanto un comparto economico. Sono paesaggio storico, identità culturale, attrattività turistica, equilibrio ambientale. Se si ricostruiscono le piante senza ripensare il modello produttivo, si rischia di perdere un’altra occasione.
La Xylella può essere letta solo come tragedia?

Oppure può diventare l’occasione per rifondare l’olivicoltura salentina su basi più solide, moderne, competitive e sostenibili?
Il confronto ha toccato anche un tema più ampio: la vulnerabilità del Mediterraneo ai cambiamenti climatici. Ondate di calore, siccità prolungate, desertificazione progressiva stanno mettendo sotto pressione sistemi agricoli costruiti nei secoli su equilibri climatici oggi superati. In questo contesto, la Xylella non appare più come un episodio isolato, ma come il segnale di una fragilità strutturale.Globalizzazione degli scambi, monoculture, perdita di biodiversità e governance lenta hanno amplificato gli effetti della crisi.
La domanda che resta è inevitabile: siamo pronti alla prossima emergenza?
Dal dibattito è emersa una consapevolezza condivisa: la rinascita degli olivi non può essere solo agronomica. Deve essere culturale e strategica.

Significa investire allora in biodiversità,innovazione scientifiche, in filiere corte e valore aggiunto,in collaborazioni tra imprese, ricerca e istituzioni,in modelli agricoli capaci di resistere agli shock climatici. Gli ulivi secolari del Salento insegnano che la resilienza non è immobilità, ma capacità di adattarsi senza perdere identità.

L’iniziativa di Tenute Lu Spada ha dimostrato come una cantina possa diventare luogo di elaborazione culturale e politica, spazio di dialogo tra produttori e comunità, laboratorio di visione per il territorio.
La Xylella ha distrutto milioni di alberi.
Non deve distruggere anche la capacità di immaginare il futuro.
La rinascita non è automatica. E’ una scelta.

 

Carmine Dipietrangelo

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