October 4, 2022

Brundisium.net
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L’ho visto correre anch’io. Alla Masseriola.
Avevo 14 anni quando ammirai Pietro Mennea realizzare quella che sarebbe stata la terza migliore prestazione mondiale stagionale sui 200 metri piani.
Quel giorno, sia gli addetti ai lavori che noi semplici cittadini, avemmo la certezza che la città di Brindisi poteva vantarsi di possedere una delle migliori piste di atletica leggera del Bel Paese.
Eravamo tutti pervasi da grande entusiasmo e nessuno avrebbe mai immaginato che quel pomeriggio dell’ottobre 1984 sarebbe rimasto il punto più alto della pista che, vent’anni dopo, sarà, giustamente, intitolata al professor Lucio Montanile.

Negli anni successivi, per qualche tempo, lo studio ed il lavoro mi hanno portato lontano dalla città, poi sono tornato a Brindisi, ma mai – e dico mai – ho perso d’occhio la pista della mia gioventù.
Faceva male al cuore vederla vittima di un costante ed inesorabile decadimento!
Faceva ribrezzo osservare il disinteresse politico verso il destino dell’impianto di contrada Masseriola, nonostante il notevole impegno di maestri come Bruno Stasi, Gaetano Lapomarda, Brizio Tommasi, Claudio Carone, Tonino Perugino, Pino Pagliara e le prestazioni di atleti d’eccellenza come Daniele Buttiglione e Daniele Corsa (e mi scuso se ho dimenticato qualcuno).

Certo, negli anni qualche piccolo rattoppo c’è stato, qualche finanziamento è arrivato, ma si è trattato di roba di poco conto. Nulla che – nemmeno lontanamente – potesse lasciar immaginare il ritorno in auge di una struttura che, un tempo, era invidiata da tutta l’Italia.

Brindisi meritava ben altro impegno.

Ecco perché per me, e per tutta l’Amministrazione Rossi, dire stop al degrado della pista di atletica ha rappresentato una delle priorità del mandato. E proprio Riccardo ha sempre spinto tantissimo sulle strutture e sui grandi eventi sportivi.
Che volevamo riqualificare la Masseriola lo avevamo detto in campagna elettorale e lo abbiamo perseguito sin dal primo momento.
Consapevoli che nel bilancio comunale non vi erano fondi a sufficienza per la completa riqualificazione dell’impianto sportivo, abbiamo subito dato mandato ai tecnici di redigere il progetto di rigenerazione della struttura e di candidarlo ai bandi che potessero finanziarlo.

Ci abbiamo provato già nel 2018, pochi mesi dopo l’insediamento, con un progetto che non è stato ammesso a finanziamento; abbiamo ritentato nel 2020 con un nuovo progetto redatto in collaborazione con la Fidal, che sarebbe arrivato in posizione utile se un cavillo del bando non avesse tratto in inganno i tecnici di centinaia di amministrazioni, compresa la nostra.
Ma non ci siamo scoraggiati ed a Aprile di quest’anno abbiamo candidato l’intervento di restauro e di risanamento conservativo della pista di atletica leggera “Lucio Montanile” ad uno degli avvisi pubblici da finanziare nell’ambito del PNRR.

E FINALMENTE ABBIAMO VINTO! HA VINTO BRINDISI.
HA VINTO CIASCUNO DI NOI. Anche chi, pur navigando in politica da tempo immemore, non ha mai prodotto nulla di tangibile per la città ed oggi cerca di far passare il puerile pensiero che le opere pubbliche si realizzano con le chiacchiere e non con precisi indirizzi politici dettati per far redigere progetti ben definiti e candidarli a finanziamento.

Ed il progetto finanziato per la Montanile è di quelli che lasciano il segno: prevede la rimozione dell’attuale pavimentazione della pista, la sistemazione della parte sottostante e la posa della nuova superficie, la creazione della gabbia del lancio del disco, delle pedane di lancio, la manutenzione delle fosse in sabbia dei salti in lungo e triplo; la manutenzione straordinaria per l’adeguamento della tribunetta e quella per l’adeguamento dei locali adibiti a deposito sotto la tribuna; la revisione ed il ripristino sia dell’impianto elettrico che di quelli di amplificazione, di irrigazione, fotovoltaico e termico. Infine, sarà realizzato un sistema di videosorveglianza.

Insomma, se non sarà un impianto nuovo di zecca, poco ci manca. Di sicuro potrà essere omologato dalla Fidal ed ospitare meeting nazionali ed atleti di livello mondiale.
Domani potrà accadere che quel piccolo sognatore di 40 anni fa, che oggi ha lasciato il posto ad un uomo con troppi capelli bianchi, riuscirà nuovamente vedere altri “Mennea” solcare il tartan di Brindisi.
Ma non è questo il punto.
Quel che importa è che le ragazze ed i ragazzi della mia città, se vorranno praticare atletica, lo potranno fare in tutta sicurezza e con il sorriso sulle labbra. E fantasticare di diventare il Pietro Mennea, la Sara Simeoni o il Marcell Jacobs del 2035.

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