October 29, 2020

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 FRAMMENTI SENZA TEMPO: vibrazioni cromatiche tra acqua e terra
FESTIVAL ARTI VISIVE, SONORE E PERFORMATIVE
a cura di Dores Sacquegna
Palazzo Granafei-Nervegna, Brindisi
dal 7 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018

 

 

È stato inaugurato ieri 7 dicembre nella sala Colonna di Palazzo Granafei-Nervegna a Brindisi, il festival di arti visive, sonore e performative «Frammenti senza tempo», un progetto di arte contemporanea internazionale curato da Dores Sacquegna e organizzato da Primo Piano LivinGallery con il patrocinio del Comune di Brindisi. Alla conferenza inaugurale erano presenti il sub commissario del Comune di Brindisi, Michele Albertini, e la responsabile delle attività culturali nelle sedi monumentali, Antonella Grassi.

 

 


Alla manifestazione hanno preso parte sessanta artisti internazionali, alcuni dei quali presenti durante l’opening e provenienti da Europa, Usa, Medio Oriente, Russia e Australia. Il pubblico entusiasta ha assistito a una serie di azioni performative allestite nel corso dell’itinerario di visita. Tra stanze rituali ed energetiche, l’evento ha aperto le porte a tante opere d’arte distribuite nelle sale del Palazzo, installazioni luminose, sonorità sperimentali, performance inedite tra cui «The Keyboard» del pugliese Massimiliano Manieri: una mega tastiera con un modello incastrato nella Pangea geografica, un’opera performativa che riflette sul tema del confine fisico e di quello virtuale della rete, sul corpo-gabbia, sulla conquista e allo stesso tempo, sulla perdita dell’identità. Manieri e Stifani sono stati protagonisti anche di una seconda performance dal titolo «Nulla è come appare» rappresentando lo scorrere della vita, il risveglio di una nuda coscienza interiore, l’estetica del giudizio che ognuno di noi porta con sé. La partecipazione del pubblico è stata di grande interazione con le performance in atto, tra cui «A volte le monache di Iona» dell’americana Joy Jeannette Harris, che ha rappresentato una donna immaginaria diretta, a bordo di una barca a metà inverno, nel monastero dell’Isola di Iona in Scozia.

 

 

Tra stanze abitate dalle opere, gli artisti hanno portato in mostra frammenti di cultura e di natura, rimettendo in gioco il problema di come ereditare il nostro passato, mescolando i miti del passato con la mitografia contemporanea. Christo & Jeanne-Claude, Pam Longobardi, Sama Alshaibi, Jason DeCaires Taylor, Craig Dongoski e Giulio De Mitri, sono solo alcuni degli artisti presenti nella mostra con le loro creazioni. Un evento da visitare perché è articolato in tante sessioni differenziate tra Land Art, Arti visive e progetti tridimensionali. Vibrazioni cromatiche diventano suoni, materiali che esplorano i confini del tempo dissolvendosi nella luce, concetti che interrogano il nostro senso.

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