March 14, 2026

Dopo oltre un mese di chiusura forzata tornano ad alzarsi alcune saracinesche nel centro storico di Brindisi. Il Tribunale del Riesame ha infatti annullato il decreto di sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari lo scorso 2 febbraio, facendo decadere i sigilli apposti a Opera Lounge Bistrot e Bar da Felle.

Il provvedimento ha disposto la restituzione dei locali e dei beni ai rispettivi titolari, Alessandro Gorgone e Gianmarco Felle, accogliendo il ricorso presentato dai gestori attraverso gli avvocati Arturo Perrone ed Enrica Viti. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro trenta giorni.

Il dissequestro è già operativo. I due locali avrebbero potuto riaprire già nella giornata di ieri, ma i gestori hanno preferito attendere qualche ora per riorganizzare gli spazi, pulire e sistemare i locali prima di tornare operativi. Per entrambi si tratta di una sorta di nuova partenza.

Sui social, Gianmarco Felle ha annunciato la riapertura parlando di una vera e propria “seconda inaugurazione”.

«Si riaccendono le luci, si riempiono i bicchieri e torna quella cosa che ci era mancata più di tutto: le persone», scrive il titolare del cocktail bar. «In queste settimane il locale è stato più silenzioso di una biblioteca, ma le nostre teste hanno continuato a lavorare e immaginare. In questi 33 giorni di pausa forzata non ci siamo fermati. Se vi siamo mancati, passate a brindare con noi. Facciamo di nuovo un po’ di rumore».

Anche Alessandro Gorgone, titolare di Opera Lounge Bistrot, ha annunciato la ripartenza per questa sera, ringraziando i legali e rivolgendo un messaggio alla città. «Mi auguro che la riapertura contribuisca a rendere più vivo il centro di Brindisi. La chiusura forzata ha rappresentato un danno sia di immagine sia in termini di allontanamento dei giovani. Ribadiamo il nostro impegno a rispettare le regole e a cercare un dialogo con il comitato dei residenti e con il Comune di Brindisi».

Il dissequestro arriva a distanza di poco più di un mese dall’operazione condotta dalla polizia amministrativa della Questura di Brindisi. Il 10 febbraio scorso, su disposizione della Procura della Repubblica, personale della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza, con il supporto del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, aveva dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari Simone Orazio.

Il provvedimento riguardava cinque esercizi pubblici del centro storico e indicava come indagati i rispettivi titolari: Taylor Arigliano (Taylor Bistrot), Gianmarco Felle (Bar da Felle), Alessandro Gorgone (Opera Lounge Bistrot), Andrea Pascariello (Niklas) e Alessandro Stanisci (La Plaza e Room 46).

L’ipotesi di reato contestata, in via provvisoria, è quella prevista dall’articolo 659 del codice penale, relativo al disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. L’attività investigativa era partita dalle denunce presentate da alcuni residenti del centro storico, riuniti in un comitato cittadino, a cui sono seguiti controlli amministrativi e accertamenti tecnici, tra cui rilievi fonometrici e sistemi di ripresa audio-video.

Per alcuni locali viene inoltre richiamata la presunta violazione dell’ordinanza sindacale del 2024 in materia di emissioni sonore. Si tratta però di un aspetto ancora oggetto di accertamento in un procedimento parallelo davanti al giudice onorario di pace Giuseppe Caputo, nel quale i residenti si sono costituiti parte civile.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione una questione che da anni attraversa la vita notturna brindisina: il delicato equilibrio tra il diritto al riposo dei residenti e quello dei commercianti a lavorare e offrire intrattenimento.

Con la decisione del Riesame cambia nuovamente la fotografia della movida cittadina. Le vie del centro storico, in particolare via Santi e piazzetta Durano, si preparano a riaccendersi nel fine settimana, mentre resta aperto il confronto tra locali, residenti e istituzioni sulle regole della convivenza nel cuore della città.

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