La cura dei più fragili non può e non deve diventare una fredda questione burocratica. Di fronte allo scontro tra ASL e sistema d’assistenza, a Brindisi si sta consumando una vera e propria crisi sociale ed umana che rischia di spezzare un filo invisibile ma vitale: quello che collega il sistema sanitario alle case delle persone non autosufficienti.
Come Presidente dell’Associazione Periferia, che da anni si batte al fianco delle famiglie assistite dal servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), dei caregiver e degli operatori socio-sanitari, sento il dovere morale e civile di levare la voce contro qualsiasi ipotesi di riduzione o ridimensionamento di questo servizio. Non parliamo di numeri o di semplici procedure d’appalto: in gioco c’è il benessere quotidiano di 360 famiglie e la stabilità occupazionale di decine di professionisti che per anni hanno costruito un pilastro imprescindibile per il nostro territorio.
Per chi vive la malattia grave, la casa non è soltanto un tetto, ma il luogo primario della cura. L’ingresso quotidiano di operatori, infermieri e fisioterapisti tra le mura domestiche rappresenta l’unica alternativa dignitosa al ricovero e al declino.
E c’è un altro aspetto che non può essere dimenticato nelle stanze dei bottoni: il dramma silenzioso dei caregiver familiari. Guardiani straordinari che dedicano 24 ore su 24 la propria vita all’assistenza dei cari, spesso al limite delle forze fisiche e psicologiche. Per loro, l’ADI non è un lusso, ma l’unica boccata d’ossigeno in un carico altrimenti insostenibile. Depotenziarlo significa abbandonare al loro disperato destino donne e uomini che già sacrificano ogni istante del proprio quotidiano.
Gli operatori, le lavoratrici e i lavoratori non sono disposti a restare a guardare la demolizione di un sistema d’eccellenza. Per questo, l’Associazione Periferia si unisce con forza alle sigle sindacali di categoria – FP CGIL, CISL FP e UIL FPL – in una mobilitazione irriducibile a difesa del lavoro di cura, della dignità dei pazienti e del futuro occupazionale del personale.
La nostra battaglia non si ferma: il prossimo 6 novembre, una delegazione di operatori, sindacati e famiglie si recherà direttamente in Regione per fare muro contro l’indifferenza istituzionale, pretendere chiarezza e difendere il futuro dell’ADI brindisina.
Il servizio ADI deve essere salvaguardato e potenziato. La rete di protezione costruita in dieci anni non si smantella: la voce di chi cura e di chi riceve cure continuerà a farsi sentire, unita e irriducibile, fino a quando non verrà garantito il diritto fondamentale a non essere mai più lasciati soli.
Francesca Massaro
Presidente dell’Associazione Periferia
