October 31, 2020

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INTERVENTO DEL PRESIDENTE
DEL GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI SUD DI CONFINDUSTRIA, GABRIELE MENOTTI LIPPOLIS

Buongiorno a tutti.
Ministro Catalfo, Ministro Amendola, Presidente, Giovani Imprenditrici, Giovani imprenditori, Cari amici,
Non nascondo l’emozione nell’intervenire oggi,
in un Convegno dei Giovani Imprenditori che si svolge in un momento così particolare e drammatico per la storia del nostro Paese e dell’intero Pianeta.
Non vi nascondo anche che avevo preparato qualche settimana fa una bozza di intervento che in queste ore ho dovuto totalmente modificare.
Viviamo nell’era dell’incertezza.
Un’incertezza che rende difficile e spesso paralizzante la vita di tante imprese e di tanti nostri collaboratori.
Non c’è resilienza, non ci sono slogan “andrà tutto bene” che potranno far andar bene le cose.
Tocca a tutti noi essere resilienti.
Tocca a tutti noi far “andar bene le cose”.
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Un’incertezza che può causare una caduta prolungata della domanda.
Lo ha descritto bene il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco intervistato domenica dal Corriere della Sera.
Lo stato di incertezza in cui oggi viviamo,
Ha spiegato bene Visco,
è caratterizzato da più fattori.

 

Il primo è sanitario, riguarda la durata della pandemia, i tempi per produrre e distribuire un vaccino.

 

Il secondo è soggettivo e psicologico: a fronte dell’incertezza le imprese e noi tutti come consumatori tendiamo a procrastinare, a non consumare né investire.
Servono visione e ogni strumento utile a tenere viva e rilanciare la domanda per non rischiare di lasciare indietro interi pezzi di società.
Ci vogliono impegno, pianificazione e capacità di ripensare i modelli di business, di lavoro e di vita sociale.
C’è bisogno di un impegno collettivo che si deve fondare su un nuovo patto sociale.
Un patto di lealtà verso noi stessi, le nostre comunità e il nostro Paese.
Un Patto che non ammette negazionisti.
Un Patto che al contempo non ammette una politica che ha un approccio paternalista.
E’ chiaro ormai che la crisi sanitaria nel migliore dei casi ci accompagnerà fino alla fine della primavera,
nel peggiore dei casi durerà tutto l’anno.
In un contesto del genere chi fa impresa chiede al Governo di essere protagonista di questo Patto Sociale non solo con lealtà e onestà intellettuale,
ma anche con grande pianificazione
e grande attenzione alle conseguenze di ogni scelta che sarà messa in campo.

 

Una pianificazione che forse non è stata così dettagliata se oggi rischiamo,
secondo il consigliere del Ministro Speranza Ricciardi,
una seconda ondata peggiore della prima.

Per noi che facciamo impresa saper pianificare e avere una visione complessiva delle sfide e dei problemi
è la precondizione per il nostro agire.

Vorremmo che anche per la politica fosse così.

 

Faccio un esempio che non riguarda direttamente ma solo indirettamente il mondo delle imprese.
Un esempio che ci riporta idealmente a Capri, luogo simbolo per i Giovani Imprenditori e di cui si è parlato anche ieri con il Ministro Azzolina.
E’ inconcepibile ad esempio che le scuole in Campania siano chiuse
e speriamo che altre regioni non seguano questa scelta.
Dove si è sbagliato?
Quali sono stati gli errori di pianificazione?
Quali saranno i danni educativi per i ragazzi delle famiglie più deboli della società?
Come potranno continuare a lavorare i genitori se dovranno stare a casa con i figli?
Si è scelto di condannare le donne a fare le mamme non dando loro l’opportunità di lavorare?
Dovranno stare con i nonni?
Siamo sicuri che i ragazzi saranno più sicuri non andando a scuola e che non si creeranno più assembramenti?
Mi chiedo:
quando la politica fa queste scelte immagina le conseguenze? Si fa queste domande?

 

Sento parlare con leggerezza di nuovi lockdown dell’intero Paese.
Scongiuriamoli in ogni modo con l’impegno di tutti.
Nei luoghi di lavoro, dove vengono adottate tutte le precauzioni, siamo più sicuri che in altri.
Si eviti in ogni modo il blocco delle fabbriche e delle filiere produttive che sono strettamente interconnesse tra loro.
I danni sarebbero incalcolabili e ingiustificabili anche perché oggi non ci troviamo di fronte a un nemico sconosciuto.

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