March 13, 2026

Si chiude, almeno sul piano delle misure cautelari, il caso dei sequestri che nelle scorse settimane avevano colpito alcuni locali del centro storico di Brindisi. Dopo la decisione del Tribunale del Riesame arrivata ieri per Bar da Felle e Opera Lounge Bistrot, oggi è stato disposto il dissequestro anche per gli altri tre esercizi coinvolti: La Plaza, Room 46 e Niklas.

Gli avvocati Giuseppe Guastella e Gianvito Lillo hanno presentato un’istanza al pubblico ministero Francesco Carluccio, che ha accolto la richiesta disponendo la restituzione dei locali ai titolari. Con quest’ultimo provvedimento decadono quindi tutti i sigilli apposti lo scorso 10 febbraio a cinque esercizi pubblici della movida brindisina.

Il provvedimento originario era stato eseguito dagli agenti della divisione di polizia amministrativa della Questura di Brindisi su decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice per le indagini preliminari Simone Orazio, su richiesta della Procura della Repubblica.

Il decreto indicava come indagati i titolari dei locali coinvolti: Taylor Arigliano (Taylor Bistrot), Gianmarco Felle (Bar da Felle), Alessandro Gorgone (Opera Lounge Bistrot), Andrea Pascariello (Niklas) e Alessandro Stanisci (La Plaza e Room 46).

L’ipotesi di reato contestata, in via provvisoria, è quella prevista dall’articolo 659 del codice penale, disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. L’indagine era partita dalle denunce presentate da alcuni residenti del centro storico, riuniti in un comitato cittadino, e si era sviluppata attraverso controlli amministrativi, rilievi fonometrici e sistemi di ripresa audio-video installati nell’area interessata.

La svolta è arrivata in due passaggi. Nella giornata di ieri il Tribunale del Riesame – sezione misure cautelari reali – ha annullato il decreto di sequestro per Bar da Felle e Opera Lounge Bistrot, accogliendo il ricorso presentato dai difensori.

Oggi, invece, il pubblico ministero ha accolto l’istanza di dissequestro presentata per gli altri tre locali. Il risultato è che, a distanza di poco più di un mese dall’operazione, tutti i locali coinvolti hanno riottenuto la disponibilità degli spazi e possono tornare ad aprire.

La vicenda riporta ancora una volta al centro del dibattito il delicato equilibrio tra esigenze diverse: da un lato il diritto dei residenti al riposo e alla quiete, dall’altro quello degli esercenti a lavorare e dei giovani a vivere il centro storico.

Il confronto tra queste posizioni è destinato a proseguire. Per molti osservatori resta urgente una decisione politica capace di definire regole chiare e durature per la movida nel cuore della città, così da conciliare interessi e diritti che continuano a scontrarsi.

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