Basta un quadro bianco per far crollare un’amicizia. Da lì in poi, niente resta al suo posto. Martedì 13 gennaio, alle ore 20.30, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ospita “Art”, la commedia più rappresentata della drammaturgia francese contemporanea. A dirigerla e interpretarla è Michele Riondino, affiancato in scena da Michele Sinisi e Daniele Parisi, in una partitura teatrale affilata, ironica e spietata. Il testo è firmato da Yasmina Reza, autrice pluripremiata, tradotta in oltre trenta lingue, capace come poche di incidere con precisione nelle relazioni umane. Il titolo fa parte di “Verdi Green”, segmento della stagione che propone linguaggi teatrali in dialogo con le nuove generazioni.
I biglietti sono disponibili online su rebrand.ly/ArtVerdi e al botteghino del Teatro, aperto dal lunedì al venerdì – salvo festivi – dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30; il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Info: 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.
Una tela completamente dipinta di bianco. Così prende avvio “Art”. Serge mostra con orgoglio agli amici Marc e Yvan il suo nuovo acquisto: un quadro pagato una cifra spropositata, almeno secondo Marc, che reagisce con un giudizio netto e senza appello. Da quel momento la discussione sull’arte contemporanea diventa il detonatore di qualcosa di più profondo: un confronto serrato sull’amicizia, sull’identità, sul bisogno di affermarsi e sul fragile equilibrio che tiene insieme i rapporti di lunga data. La serata che i tre amici avevano immaginato come un semplice ritrovo si trasforma in un campo di battaglia verbale. Le battute, sempre più precise e velenose, scalfiscono uno dopo l’altro i cardini su cui poggia la loro relazione. Affiorano rancori mai sopiti, piccole vigliaccherie quotidiane, rivalità rimaste sotto traccia. Il quadro bianco diventa così uno specchio: riflette ciò che ciascuno vorrebbe nascondere costringendo i personaggi a guardarsi senza filtri.
In scena non accade nulla di spettacolare: tre sedie, un salotto borghese, una conversazione che devia. Eppure è proprio in questa apparente immobilità che “Art” colpisce. La violenza è tutta nelle parole, nei tempi di risposta, nei silenzi che arrivano un secondo dopo il previsto. Ogni battuta è un piccolo atto irrevocabile. Ogni risata apre una crepa. Lo spazio domestico si restringe fino a diventare una stanza mentale dalla quale nessuno può uscire indenne. Yasmina Reza affida a tre uomini un’indagine feroce sull’amicizia maschile, spesso idealizzata come rifugio puro e sincero. La sua scrittura, ironica e implacabile, passa al setaccio gesti, parole e silenzi, mostrando quanto il desiderio di essere riconosciuti e legittimati condizioni ogni rapporto. La domanda resta sospesa fino alla fine: la sincerità assoluta tiene in vita un rapporto o lo espone a una frattura irreparabile? Forse una quota di finzione protegge più della verità nuda.
Nella regia di Michele Riondino, “Art” procede con ritmo incalzante e misura rigorosa. La comicità nasce dall’intelligenza del testo e dalla precisione degli scambi, mentre sotto la superficie affiora una malinconia sottile, mai dichiarata, che accompagna lo spettatore fino all’ultima battuta. Il risultato è una commedia divertente e amara insieme, capace di far ridere a denti stretti e di lasciare una traccia che continua a lavorare anche dopo il sipario.
Tradotta in quaranta lingue e interpretata nel tempo da attori come Jean-Louis Trintignant, Fabrice Luchini, Albert Finney e Tom Courtenay, “Art” resta un classico del nostro tempo: una macchina teatrale essenziale nella quale il silenzio pesa quanto le parole. A Brindisi arriva in una versione asciutta e incisiva, perfettamente in sintonia con lo spirito di “Verdi Green” e con uno sguardo lucido sulle fragilità delle relazioni contemporanee.
Ufficio Stampa & Comunicazione
Fondazione Nuovo Teatro Verdi – Brindisi
