November 24, 2020

Brundisium.net
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Ora è ufficiale: arrivano le regole per gli sconti della tariffa rifiuti alle categorie economiche colpite dalla crisi; il principio generale, fissato in una nuova delibera di Arera – Autorità di Regolazione per Energia Reti ed Ambiente (la 158/2020 del 5 maggio 2020), è piuttosto semplice: la Tari per le «utenze non domestiche», cioè per il vasto mondo che va dalle imprese al negozio sotto casa, va ridotta in proporzione ai giorni di chiusura determinati all’emergenza sanitaria. Ora la palla passa nelle mani del Sindaco di Brindisi e della sua Amministrazione, chiamato ad applicare le regole senza indugio alcuno.

La delibera dell’Autorità, che da quest’anno disciplina la «nuova Tari», è molto dettagliata. E divide il panorama delle utenze non domestiche in due grandi gruppi. Il primo è rappresentato da quelle attività, dai bar ai ristoranti, dai parrucchieri ai negozi di abbigliamento solo per fare qualche esempio, che sono state obbligate alla chiusura dai decreti del Governo Conte con cui sono state fissate le regole del distanziamento sociale. In questo caso, i Comuni e le società di gestione dell’igiene urbana dovranno applicare lo «sconto» alla quota variabile della tariffa, quella (più importante) che in teoria misura l’utilizzo del servizio in base al principio «chi inquina paga» (la quota fissa remunera i costi generali come l’impiantistica o lo spazzamento). Sul punto la delibera è chiara, e spiega che «l’ente territorialmente competente provvede a individuare i giorni di chiusura» previsti per ciascuna delle attività economiche «sulla base dei quali applicare il fattore di correzione»: cioè lo sconto proporzionale alla chiusura.

Il secondo gruppo è rappresentato dalle imprese o dagli studi professionali che hanno chiuso spontaneamente, magari perché in grado di assicurare lo Smart Working ai dipendenti, di fatto garantendo la salvaguardia della salute agli stessi ed agli utenti limitando i fattori di rischio di contagio . In questo caso lo sconto è facoltativo: il Comune di Brindisi può decidere non solo se prevedere o meno agevolazioni, ma è libero anche nell’identificarne il funzionamento: l’unica indicazione è che i tagli in bolletta siano «commisurati ai minori quantitativi di rifiuti prodotti». E qui arriva una nuova autocertificazione: perché per ottenere questi sconti facoltativi gli utenti dovranno attestare il periodo di chiusura della loro attività, e documentare la minore produzione di rifiuti.

La seconda parte della delibera si occupa invece delle famiglie, e punta ad anticipare la “Tari sociale” prevista dal collegato fiscale (articolo 57-bis del Dl 124/2019) ma non ancora attuata. Anche in questo caso si tratta di un’opzione e non di un obbligo per il Comune di Brindisi, che potrà applicare la tariffa leggera alle famiglie in difficoltà economica che rispettano i requisiti previsti per i bonus sociali di acqua ed elettricità.
Il sindaco Rossi e la sua maggioranza diano ora dimostrazione di coraggio, lungimiranza e buon senso: non solo comunicazioni alla Città ma provvedimenti “reali” a tutela delle categorie colpite dalla emergenza sanitaria e conseguentemente economica! Metta da parte prudenza ed attendismo e convochi una urgente Giunta garantendo con atti formali le agevolazioni di sconto TARI a tutte le categorie sociali, commerciali e professionali interessate, anche a quelle dove non ci sia un obbligo normativo ma serva una volontà politica espressa.

Dott. Massimiliano Oggiano
Capogrupo Fratelli d’Italia
Vicepresidente del Consiglio Comunale di Brindisi

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