September 30, 2020

Brundisium.net
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Dopo il Consiglio Territoriale del Dicembre scorso, nel quale si è fatto un bilancio delle molteplici iniziative Territoriali e Nazionali organizzate dalla Uiltec su vari temi tra i quali quelli legati allo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno in un contesto Europeo, ma anche sulle questioni Ambientali e di Sicurezza nel mondo del lavoro, si è svolto nella giornata del 17 gennaio s.v. l’Esecutivo in uno con la Segreteria Territoriale della Uiltec di Brindisi, per programmare le attività del 2020 e indicare le linee politiche-sindacali dell’Organizzazione.
Nella relazione introduttiva il Segretario Generale Carlo Perrucci, ha fatto una disamina sulle condizioni politiche che vive il nostro Paese in questi due anni di Governi diversi,di Riforme spesso e volentieri rimaste sulla carta, con un unico comune denominatore: quello dell’incertezza.
Non ci sono settori più o meno svantaggiati rispetto agli altri, almeno in questo c’è un equilibrio invidiabile: dalla Salute all’Ambiente, dalla Legalità e Sicurezza alle Infrastrutture, dalla Cultura, Scuola, Università all’Industria.
Ed è inutile sottolineare che l’inefficienza di questi settori è più rimarcata nel nostro Mezzogiorno.
Tra l’altro, l’ultimo rapporto dello SVIMEZ ci consegna dati oggettivamente inconfutabili: dall’inizio del nuovo secolo hanno lasciato il Mezzogiorno circa 2 milioni e 15 mila residenti, di cui la metà giovani e quasi un quinto laureati.
Il divario economico e sociale tra il Nord e il Sud è diventato sempre più inaccettabile: il PIL pro-capite al 56% di quello del Centro-Nord, solo 44 persone occupate ogni 100 in età di lavoro contro 66 al Centro-Nord. Il 34% di soggetti a rischio di povertà relativa, 1 milione e 200 mila giovani che non studiano e non lavorano, con risultati di apprendimento scolastico più che dimezzati, oltre 100 mila persone che ogni anno vanno a farsi curare negli ospedali del Centro-Nord.
Lo scorso 22 novembre, come Uiltec Brindisi abbiamo organizzato un importante Convegno “Il Mezzogiorno Cuore dell’Europa Unita nel Mediterraneo”, nel quale illustri ospiti ci hanno consegnato un messaggio chiaro ed inequivocabile: lo sviluppo del Mezzogiorno è interesse di tutta l’Italia, la riduzione quindi dei divari economici e sociali tra i territori è condizione necessaria del comune sviluppo economico e civile; si cresce tutti insieme, non gli uni contro gli altri.
Per fare questo, al di là delle misure assistenzialistiche come il Reddito di Cittadinanza che non ha raggiunto i risultati sognati da qualcuno, vi è la necessità, in particolare nei settori industriali di nostra competenza, di investimenti pubblici e privati per far coesistere produzione e risanamento ambientale. Le potenzialità inespresse del Mezzogiorno, come le risorse umane, culturali ed economiche del Sud, potrebbero dare un forte contributo al rilancio dei fondamentali economici dell’intero Paese a partire dal PIL.
Certo, per fare ciò, và sostenuta l’industria che deve essere messa nelle condizioni per reggere la concorrenza dei mercati internazionali. Quel che sta accadendo a Taranto con l’ex ILVA è emblematico, e speriamo che presto non accada anche a Brindisi con Enel. Il polo siderurgico più grande d’Europa sta rischiando seriamente di scomparire ed è una sorte che non possono rischiare i tanti siti che producono energia termoelettrica o che raffinano il petrolio. Per il Sud significherebbe morte certa. A nostro avviso è fondamentale invece far coesistere i diversi modelli di sviluppo e garantire un giusto equilibrio tra industria, territorio e ambiente, in un ottica di Green Economy, indispensabile per una ripresa economica ed occupazionale della nostra Provincia.
In un futuro sempre più improntato ad una produzione intelligente e ad una innovazione digitale, vi è la necessità di una collaborazione attiva di tutti i soggetti interessati a partire dalle Istituzioni, alla Scuola, fino alle Parti Sociali, per evitare una desertificazione industriale che recherebbe seri danni al nostro Paese.
Ma in questa fase è proprio la Politica, quella che è maggiormente in difficoltà, perché pur comprendendo le ragioni per un cambiamento di passo, ancora non riesce a scrollarsi di dosso le difficoltà che generano scelte coraggiose e tempestive. La Politica è ancora legata ad un populismo esasperato, è ostaggio delle Piazze contrapposte, (oggi è il momento delle “Sardine”), è ostaggio dei sondaggi quotidiani che limitano vergognosamente l’azione di Governo.
Bene ha fatto quindi il Sindacato a dichiarare prima insufficienti le risposte arrivate dal Governo attraverso la Legge Finanziaria e poi a continuare ad incalzare lo stesso Governo facendo proposte apprezzabili ancora oggi in discussione, come per esempio gli interventi sul cuneo fiscale, gli interventi sulle Imprese e sui Pensionati.
Tutto questo però non basta, c’è un evidente ritardo nelle Infrastrutture del nostro Paese e in particolare nel nostro territorio, vi è una perdita della Produttività in molte aziende, ancora bassi salari, molta precarizzazione nel mondo del lavoro e tantissima disoccupazione di giovani e meno giovani che non riescono a rientrare nel mondo produttivo.
Ecco perché vi è la necessità di incrementare gli investimenti pubblici attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, ma anche quelli privati se il sistema bancario lo consentirebbe.
La Uiltec tutta sarà impegnata nei prossimi mesi su questi temi, ma anche con i rinnovi dei CCNL del settore Manifatturiero e sulle tante vertenze in atto, a partire dal settore Tessile alle prese con una grave crisi che rischia di azzerare la produzione nella nostra Provincia. La Uiltec sarà’ impegnata anche su altri fronti, tra i quali quello della Transizione Energetica, della ricerca di un nuovo modello delle Relazioni Industriali e Sindacali, e in particolare sullo sviluppo della Contrattazione di 2° livello.
Sulla Transizione, continueremo un percorso di approfondimento del progetto di riconversione della Centrale Enel di Cerano ma anche del sito produttivo della A2A energiefuture.
Pensiamo che sia giunto il momento che Enel formalizzi delle intese con le Parti Sociali circa gli investimenti in essere per condividere un percorso di transizione non solo energetica ma anche occupazionale legata alle nuove attività lavorative.
Stessa necessità per A2A, impegnata a riconvertire il sistema produttivo, utile non solo ad una diversificazione delle fonti energetiche, ma anche necessaria per il rientro di quel personale nostro conterraneo che qualche anno fa è stato “costretto” a lasciare la nostra terra.
Difficile sta diventando invece il sistema delle Relazioni Industriali anche con i grandi Gruppi presenti sul territorio che in un’ottica di centralizzazione, rischiano di provocare un irrigidimento dei rapporti con i Sindacati Territoriali. Non solo quindi inesistenti Relazioni Sindacali con il Gruppo Jindal Films sia a livello Territoriale che Nazionale, dove si arriva a modificare Accordi Unitari cambiando le regole addirittura a tempo scaduto e pensando di applicarli retroattivamente, ma anche in altre aziende come la Basell, come la Sanofi, o Eni Rewind, nelle quali si tenta di privilegiare un rapporto unilaterale con il Lavoratore piuttosto che quello Sindacale.
Nella stessa ottica si inquadra lo sviluppo della Contrattazione di 2° livello, strumento oramai imprescindibile, previsto dalla Contrattazione nazionale, utile anche per un aumento salariale.
Da qui la necessita di riproporre con forza, dopo diversi anni, in particolare delle aziende dell’ Eni l’apertura della discussione su una più ampia Piattaforma Integrativa che rappresenti i diversi strumenti legati agli Investimenti, alle Organizzazioni del Lavoro, alla Salute e Sicurezza ecc. Non è accettabile che il confronto con le OO.SS. sulla Contrattazione di 2° livello si racchiuda esclusivamente sul Premio di Partecipazione o di Risultato. A nostro avviso vi è la necessità di rispettare gli impegni presi in sede di rinnovo dei vari Contratti Nazionali che demandono proprio alla Contrattazione Aziendale alcuni strumenti con conseguenti risorse economiche, a secondo delle diverse tipologie e alle diverse possibilità aziendali.
Grande condivisione è stata data infine dall’intero Esecutivo, all’iniziativa benefica “Azionista della Salute” che la Uiltec Nazionale ha inteso promuovere per il secondo anno consecutivo in collaborazione con Amref, per un sostegno economico in Africa, attraverso interventi mirati.
Anche per il 2020 quindi, la Uiltec sarà protagonista a fianco dei lavoratori nella ricerca di risoluzioni efficaci alle tante problematiche esistenti, in un’ ottica di unitarietà con gli attori preposti a partire dalle altre sigle Sindacali.

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