
L’Invicta Brindisi si ritrova: una serata di ricordi tra l’asfalto dei campi all’aperto e i successi del Presidente Pizzi
Brindisi torna a respirare la storia della sua pallacanestro.
In un clima di grande commozione e goliardia, si è tenuta una speciale rimpatriata degli atleti dell’Invicta Brindisi. Una serata sospesa tra amarcord e passione sportiva quella vissuta ieri, dove i protagonisti dello storico Team si sono ritrovati per una rimpatriata che ha celebrato le radici della società Al centro dell’evento, l’abbraccio collettivo al fondatore e storico “Presidente/Allenatore/Fac-Totum” Sergio Pizzi, figura simbolo di un basket capace di unire generazioni e costruire legami indissolubili.
È stata l’occasione per sfogliare l’album dei ricordi di un basket d’altri tempi, quello delle sfide epiche giocate non solo nei palazzetti, ma anche e soprattutto sui campi all’aperto. Erano gli anni in cui il rumore della palla sul cemento o sull’asfalto scandiva i pomeriggi dei giovani atleti, pronti a darsi battaglia sotto il sole o al vento, pur di onorare la maglia dell’Invicta. Un’epoca in cui il senso di appartenenza si cementava proprio tra le linee tracciate all’aperto, prima che i parquet moderni diventassero la norma.
L’incontro ha visto la partecipazione di molti volti noti che hanno scritto pagine importanti della società brindisina. Tra ricordi di canestri storici e aneddoti di spogliatoio, erano presenti come nella foto: Alfredo Scigliuzzo, Italo Licchello, Maurizio Pesari, Tommy Vitali, Italo Bernardi, Pino Peluso, Sergio Pizzi, Umberto Arnaldo, Vittorio Primaverili, Antonio Cristofaro, Tony De Iudicibus, Ernesto Luisi e Andrea Nicolau.
Roberto Campana, Francesco Orlandino, Walter Vesnaver e Sergio Gervasi.
Nonostante il passare degli anni, lo spirito dell’Invicta Brindisi resta intatto e ancora oggi, l’Invicta Brindisi continua a essere un punto di riferimento per il movimento cestistico della città, come dimostrato dall’attività della Pallacanestro Invicta Brindisi su Instagram e dalle iniziative che coinvolgono la comunità.
Quella di ieri non è stata solo una cena tra vecchi compagni di squadra, ma un tributo a una visione sportiva – quella del Presidente Pizzi – che ha saputo trasformare un gruppo di ragazzi in una famiglia capace di resistere al tempo, proprio come i segni dei canestri sui vecchi campi all’aperto della città.
L’evento di ieri conferma come, oltre ai risultati sul campo, il valore più grande dello sport resti la capacità di mantenere vive le amicizie nel tempo.
Maurizio Pesari
