April 20, 2024

Brundisium.net

Il 25 novembre di quest’anno, giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sorge su nuove consapevolezze dettate da una realtà ancor più dolorosa a causa dei recenti episodi di cronaca.

La giornata internazionale è stata istituita nel 1999 dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite in ricordo dell’assassinio di tre sorelle, avvenuto in tal giorno del 1960, nella repubblica dominicana.

Al di là della retorica, del gran parlare su femminicidi e violenza di genere da parte degli organi di stampa, delle istituzioni scolastiche, di politica, social e quant’altro appartenga al mondo dei media, è il dolore delle vittime e di coloro che le hanno amate che parla.

E’ il dolore delle donne sopravvissute a violenze e abusi rivolti al suo “essere donna” che parla.

E’ il dolore delle vite negate per imposizioni e valori che disattendono la realizzazione di desideri e sogni coltivati spesso in segreto per il timore che possano essere sciupati e “sporcati” nella loro bellezza e purezza dai pregiudizi di una società che pone catene e limiti alle donne.

E’ il dolore di chi non rinuncia, non desiste e non abbandona gli intenti e le azioni in favore di un cambiamento possibile per lei e per tutte le donne.

 

Partiamo da qui, dal dolore, riconosciamolo anche quando non appare estremo e distruttivo ma entra, proprio per la sua non immediata evidenza, nell’animo e turba, limita e offusca la realizzazione di sé.
Non a caso la depressione è molto più diffusa fra le donne che fra gli uomini.

Facciamo in maniera, noi donne, che tali consapevolezze possano emergere e trasformiamo il dolore in azioni e comportamenti volti alla riappropriazione di quanto di bello ci sia stato sottratto, magari mutando obiettivi e percorsi se ormai obsoleti.

In favore di una nuova libertà, di un essere al mondo amando e ricevendo amore senza guinzagli od ostacoli al proprio volo.

 

Iacopina Maiolo

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