Il 13 febbraio si celebra la Giornata Internazionale della Radio.
Proclamata nel 2011 dagli Stati membri dell’UNESCO e adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2012, ogni anno offre argomenti diversi di discussione. Il 2026 è dedicato al tema “Radio e intelligenza artificiale”, una riflessione su come l’intelligenza artificiale sta rimodellando la produzione radiofonica.
Il WRD celebra la radio come mezzo per istruire le persone, fornire informazioni e promuovere la libertà di espressione in ogni forma di cultura.
La radio rimane il più grande mezzo di comunicazione e strumento di interconnessione tra le persone. Uno straordinario esempio di come l’energia e la passione possono avere un impatto profondo nella vita degli individui. La radio continua ad avere un ruolo cruciale nell’evoluzione del contesto sociale e nella diffusione delle idee.
La storia di una comunità passa anche attraverso quella della radio, dai suoi inizi, in cui i sogni e le speranze si coniugavano con programmi musicali improvvisati, giornalismo d’assalto, radiocronache sportive dai balconi dei palazzi, dediche e impulsi adolescenziali.
A distanza di anni, molti vecchi speaker radiofonici sono ancora al loro posto nelle più importanti emittenti regionali e nazionali.
Una passione mai sopita, spinti da antichi ideali, appassionati di musica e comunicazione a diffondere nell’etere storie ed emozioni.
Basta una cuffia e un microfono per ritrovare se stessi e abbracciare gli altri, anche gli sconosciuti. Oggi come allora, con la stessa voglia di 40 e 50 anni fa. La radio continua a vibrare e porta dritta al mondo, nelle zone immaginarie.
Nel suo vagabondaggio nell’etere puoi incontrare suoni, idee e colpi di genio inattesi. La radio ti fa ascoltare, vedere, leggere e recitare: musica, arte e poesia convergono e si completano.
La radio è ancora oggi un fiume in piena, uno scrigno prezioso di storie, ricordi, attualità, musica e informazione, assolutamente da ascoltare.
MARCO GRECO
