January 24, 2020

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In questo primo anno di consiliatura mi sono spesso chiesto quale fosse realmente il ruolo che può svolgere un Consigliere Comunale.

Quanti siedono nella Assise Cittadina sono spesso i terminali di ogni richiesta di intervento da parte dei cittadini: da coloro i quali chiedono di sapere quando sarà soddisfatta la loro legittima aspirazione ad avere assegnata una casa popolare a quanti, più semplicemente, reclamano che si provveda a garantire un minimo di pulizia e di decoro nella zona in cui hanno la loro abitazione o che venga ripristinata l’illuminazione nella contrada in cui risiedono.

Per non parlare di problemi più complessi come la disperata ricerca di un lavoro in una città che fa registrare tassi di disoccupazione, specie giovanile, tra i più alti di Italia.

Ho utilizzato tutti gli strumenti che lo Statuto ed il Regolamento del Consiglio Comunale pongono a disposizione dei Consiglieri per segnalare fatti e circostanze di particolare rilevanza: dalle interrogazioni alle interpellanze agli ordini del giorno, spesso fatti propri dall’intera Assise.

Nella campagna elettorale condotta ventre a terra battendo a tappeto tutti i quartieri cittadini avevo assunto l’impegno di adoperarmi per il rilancio economico, sociale e culturale di Brindisi indicando anche alcune direttrici che avrebbero caratterizzato l’azione del Gruppo del PRI in Consiglio Comunale, quale che fosse stato l’esito del responso elettorale: il riutilizzo dei beni pubblici dismessi per favorire l’avvio di nuove iniziative economiche, specie se promosse da giovani; la creazione di un fondo di garanzia comunale che consentisse a tutti di poter accedere alle forme di finanziamento agevolato esistenti per dar vita a nuove intraprese; il rilancio della nostra zona industriale con una azione di marketing ed attrazione di investimenti; il potenziamento ed il pieno utilizzo delle infrastrutture di cui Brindisi dispone; la riqualificazione delle periferie; la ricucitura del tessuto urbano della nostra città; la valorizzazione della fascia costiera; l’attenzione a settori tradizionali della nostra economia come quello dell’agricoltura.

Ho improntato l’azione del Gruppo del PRI in Consiglio Comunale tenendo la barra dritta su questi argomenti pur ricoprendo un ruolo di opposizione.

Grazie all’ausilio dei dirigenti e dei simpatizzanti del PRI non ho mancato di fare proposte che andassero nella direzione sperata senza mai fare del mio ruolo di oppositore alla Giunta guidata dal Sindaco Rossi la comoda scusante di un mio disimpegno.

L’ho detto più volte: il tanto peggio tanto meglio non fa parte del patrimonio genetico del PRI.

Ebbene mi sembra di poter dire che la “Strategia integrata per lo sviluppo urbano sostenibile”, approvata dalla Giunta Municipale con la deliberazione n. 313 dello scorso 26 agosto, contenga e faccia proprie molte delle proposte e dei temi di cui il PRI si è fatto promotore negli ultimi mesi.

Basti citare, da ultimo, il nostro suggerimento di desistere dal tentativo di alienare l’ex Palazzo delle Finanze ponendo l’edificio al centro di un intervento di rigenerazione urbana capace di restituire attrattività all’intero centro storico.

Avevamo detto da subito che l’opportunità di pervenire alla stipula di un Contratto Istituzionale di Sviluppo, caldeggiato da Confindustria, CNA, Confcommercio, CGIL, CISL e UIL nel corso di un incontro pubblico che aveva visto, tra le forze politiche, la partecipazione esclusivamente del PRI, doveva costituire l’occasione non per affastellare una lunga teoria di progetti privi di “un’anima” ma la sfida di saper promuovere una “idea di città” idonea a far traghettare Brindisi verso un nuovo modello di sviluppo non più intimamente connesso alla presenza dei grandi gruppi industriali operanti nel campo energetico e chimico.

Mi sembra di poter dire che la “strategia” fatta propria dalla Giunta Municipale vada in quella direzione.

Ora non resta che augurarsi che il Contratto Istituzionale di Sviluppo prosegua nel suo iter anche con il nuovo Governo.

Da questo punto di vista la circostanza che ancora una volta a presiedere l’Esecutivo sia il Professore Giuseppe Conte dovrebbe costituire una garanzia attese anche le dichiarazioni da lui rese in occasione della firma del Contratto Istituzionale di Sviluppo della città di Foggia.

Ciò che lamento, semmai, è il mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale e delle sue articolazioni interne nel dibattito che ha preceduto l’approvazione della delibera di Giunta n. 313.

Il CIS, infatti, deve costituire una occasione di discussione che veda protagonisti tutte le espressioni organizzate della società civile, Partiti inclusi, unitamente al confronto su altre opportunità di crescita del territorio come le Zone Economiche Speciali.

Ma di questo vi sarà sicuramente tempo e modo di discutere tanto più che il PRI intende proseguire nella sua azione di proposta e di stimolo.

Sul tema, infatti, sono state convocate in data odierna le Segreterie Provinciale e Cittadina in seduta congiunta.

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