December 10, 2018



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Giorni di inferno, giorni di tempesta e distruzione, giorni di preghiere e maledizioni, l’Italia è sprofondata nella melma e nel fango del disastro idrogeologico. Un pensiero di commemorazione per i numerosi lutti, vite stroncate nell’immediatezza delle sciagure.

 

Il cuore va anche ai tronchi spezzati (migliaia gli alberi travolti dall’impeto delle acque) ed agli animali di specie varie che abitavano i boschi e le radure.

Lasciando agli esperti del settore (geologi, meteorologi, ingegneri ambientali) la spiegazione di quanto accaduto in termini scientifici, a noi l’antico quesito: poteva essere evitato? Era prevedibile che accadesse?

Forse, con il senno di poi, sarebbe utile chiedersi:” è stato fatto il possibile per allertare le popolazioni?”

 

Siamo diventati il paese degli allerta meteo a variazione cromatica, dal verde al rosso, ma non ne conosciamo il significato effettivo né in cosa consista l’essere allertati, cioè quali siano i rischi legati all’evento meteorologico ed i comportamenti che di conseguenza dovremmo tenere. Esiste un documento specifico della protezione civile che ha introdotto la variazione cromatica per classificare la gravità degli eventi ed indicarne rischi e moniti alla popolazione, ma, di fatto, se non si accede al sito della protezione civile ed al seguente link www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/infografica_meteoidro.wp, si è completamente disinformati.

 

Il quesito dunque è il presente: chi, come e quando dovrebbe informarci su tali problematiche di importanza primaria per la tutela della popolazione?

 

Verrebbe da chiedersi che fine sono destinato a fare se non ho un pc o uno smartphone, o se non possiedo un quoziente intellettivo di almeno 100, se magari non ho conseguito l’obbligo scolastico, se non conosco l’italiano e sono anche di un colore diverso ed abbandonato a vivere in una favela italiana senza corrente elettrica, pertanto inaccessibile ai media?

 

Considerazioni, niente di più, ma amare, anzi dolorose al pensiero che forse si potevano evitare dei tragici epiloghi.
Si, perché ancor prima di provvedere al risanamento di strade, ponti, all’abbattimento di case abusive, recupero delle zone a rischio frane, smottamenti e quant’altro con le opportune e tempestive operazioni, la popolazione deve essere allertata in tempo e nella maniera più corretta su quanto accadrà o potrebbe accadere.

 

Ne consegue che nelle scuole, nei luoghi di aggregazione di quartiere e cittadini, con delle modalità da studiare per rendere attuativi il prima possibile gli interventi, è d’obbligo informare e formare la popolazione sulle emergenze ancor prima che accadano.

 

Apriamo a questo punto una parentesi su altri rischi per i quali la popolazione non viene istruita malgrado, questa volta, esistano degli specifici obblighi di legge, il rischio industriale, non so quanto accada nelle altre città, ma so per certo che qui, a Brindisi, la mia città, negli anni passati è sorta una querelle circa opuscoli pagati , stampati e mai diffusi alla popolazione, che dovevano informare sui rischi legati ad incidenti industriali, sui comportamenti da tenere ed addirittura sulla segnalazione ( sirene, punti di ritrovo della popolazione etc..).

Mi fermo qui, ma apriamo un’altra parentesi senza la pretesa di trovare spiegazioni scientifiche ai gravi fenomeni metereologici da parte di chi, come me, non ha formazione specifica e adeguata.

 

Negli Stati Uniti, Algore, vice di Clinton e nel 2000 candidato alla Casa Bianca per il Partito Democratico in contrapposizione a G. Bush, ha parlato di riscaldamento globale della TERRA a causa dell’inquinamento ambientale e di gravi effetti climatici ( come quelli che stiamo vivendo), già nel 2006 nel documentario Una scomoda verità (An Inconvenient Truth) .

 

Nel 2007 Al Gore ha ricevuto il Premio Nobel per la pace insieme all’Intergovernmental Panel on Climate Change «…per i loro sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti».

E come sempre: con il senno di poi….

 

Iacopina Maiolo

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