December 11, 2019

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Shernon Holding, la società che gestiva punti vendita di Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita. I lavoratori di Mercatone Uno, storico marchio imolese dell’arredamento che accompagnò i trionfi ciclistici di Marco Pantani, sono venuti a conoscenza del fallimento via Facebook nella notte.
Shernon Holding, lo scorso agosto, aveva comprato 55 punti vendita e si era impegnata a
salvaguardare oltre 2000 posti di lavoro, anche se attualmente i negozi aperti sono 47 con all’attivo 1800 lavoratori e lavoratrici , 256 in Puglia , 34 del punto vendita di Francavilla Fontana.
Per Claudia Nigro, Segretaria Generale Filcams Brindisi, dichiara che si tratta della “ennesima doccia fredda per i lavoratori e le lavoratrici di Mercatone Uno che questa mattina si sono visti recapitare un messaggio che diceva :” Da oggi negozi chiusi in attesa di ulteriori disposizioni”.
“Il tanto millantato piano industriale 4.0 e gli investimenti per diversi milioni di euro che avrebbero dovuto quintuplicare il fatturato , non si sono mai realizzati.
Per questo, a fronte della mancata ricapitalizzazione della Società di 20 mln di euro che sarebbe dovuta avvenire entro il 18 Marzo scorso, Shernon Holding S.r.l. il 10 Aprile 2019 ha presentato richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Milano.
La Filcams Cgil ha sempre espresso forte perplessità circa la possibilità che Shernon potesse trovare investitori che garantissero la continuità aziendale e che quindi si riuscisse a sopperire alla fortissima esposizione debitoria in cui si trova.
Ma nonostante questo, così come stabilito al Mise lo scorso 18 Aprile, in occasione dello sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, la Società avrebbe dovuto assicurare la continuità aziendale fino al 30 maggio , invece ieri ha dichiarato fallimento a soli 9 mesi dall’acquisizione dei punti vendita senza informare ne le organizzazioni sindacali ne i lavoratori e le lavoratrici.
La Filcams Cgil di Brindisi, con una sua delegazione, sarà a Roma giovedì 30 Maggio p.v. per incontrare l’Amministrazione Straordinaria e il Curatore Fallimentare e far chiarezza sulla situazione , valutare responsabilità e stabilire tutte le azioni da porre in essere . Ribadirà sul tavolo del MISE, ancora una volta , che i lavoratori e le lavoratrici hanno abbondantemente dimostrato senso di responsabilità e spirito di sacrificio, sono ancora in attesa del Tfr del vecchio Mercatone Uno e nonostante avessero accettato la decurtazione del proprio orario di lavoro hanno sempre garantito massima professionalità perché confidavano in un orizzonte prospettico. Le competenze acquisite in questi anni e le carriere lavorative di tanti e tante non possono essere mortificate o andare disperse per un’azienda che ha dimostrato di essere completamente inaffidabile e per una superficiale gestione oltre che non occulta sorveglianza da parte degli amministratori ministeriali.
Martedì 28 maggio alle 12 è stato convocato il tavolo di crisi presso la Task-Force della Regione Puglia che sarà supportato da un sit-in dei lavoratori e delle lavoratrici di Mercatone Uno di tutta la Regione.

“Di storia di un fallimento annunciato Mario Paiano” parla Mario Paiano, Segretario di Rifondazione Comunista di Francavilla Fontana.
Per PRC “Alla luce del drammatico epilogo di questa vertenza, sono ancora una volta da sottolineare le gravi responsabilità del Ministero dello Sviluppo Economico i cui organi di vigilanza hanno permesso l’acquisto di quel che rimaneva di Mercatone Uno senza verificare la solidità aziendale degli acquirenti.
Un futuro senza prospettive che il Mise dovrà farsi carico di gestire al più presto, cercando una soluzione stabile che miri a salvaguardare tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’ex Mercatone Uno (circa duemila in tutta Italia, 34 nella sede di Francavilla Fontana).
A questo punto sarebbe opportuno che anche le istituzioni locali, insieme ai sindacati, battano i pugni sul tavolo del Mise per provare a scongiurare l’eventualità, per nulla remota, che queste donne e questi uomini, molti dei quali ancora in attesa della liquidazione del T.F.R. dalla vecchia gestione, perdano definitivamente il proprio posto di lavoro.
Sarebbe un finale dai risvolti devastanti per un territorio già depresso come il nostro.

Il Partito Democratico di Francavilla Fontana era già intervenuto pubblicamente lo scorso 14 aprile per esprimere solidarietà, vicinanza e sostegno ai 34 lavoratori del locale ipermercato Mercatone Uno in stato di agitazione, insieme con 1.826 colleghi operanti in analoghe sedi in Italia, a fronte del rischio di perdere il posto di lavoro, come in più circostanze denunciato anche dal PD nazionale.
Oggi tale rischio si è concretizzato con lo sciagurato epilogo della chiusura di Mercatone Uno, circostanza che scarica anche sui nostri concittadini lavoratori e sull’economia indotta di Francavilla Fontana, una gestione aziendale a dir poco irresponsabile.
Con sentenza del 23 maggio u.s., il Tribunale di Milano ha, infatti, decretato il fallimento della Shernon Holding S.r.l., che già dallo scorso marzo, come denunciato dai sindacati di categoria, lasciava i punti vendita sprovvisti di merce che, addirittura, non veniva più consegnata sebbene già venduta e pagata dagli acquirenti.
Altrettanto grave si è rivelata, in tutto questo tempo, l’incapacità del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio di rimuovere gli ostacoli presenti nella delicata vertenza, a partire dall’oggettiva insufficienza con cui ne ha monitorato gli sviluppi, di fatto ledendo la dignità dei dipendenti e condizionandone in negativo il futuro occupazionale.
Il Partito Democratico francavillese, chiede ancora una volta con forza che nessun posto di lavoro venga perduto, sostiene l’iniziativa dei sindacati confederali a tutti i livelli che, proprio a causa del fallimento decretato hanno chiesto al Mise di anticipare al 27 maggio p.v. l’incontro prima fissato per il 30 p.v. e, sollecita lo stesso Ministro Di Maio ad adottare iniziative forti, immediate, concrete ed esigibili, a partire dagli esiti dell’incontro in programma con l’Amministrazione Straordinaria di Mercatone Uno e con il Curatore Fallimentare della Shernon Holding S.r.l.

Per il segretario generale CGIL Maccchia: “Il licenziamento è una delle peggiori notizie che un lavoratore possa ricevere, indegno è inaccettabile se si nasconde capziosamente la condizione aziendale sino a comunicare via social, e nel corso della notte, l’intervenuto fallimento della azienda stessa.
Tali condotte sono inqualificabili soprattutto se si considera che la Shernon Holding srl non doveva essere considerata una realtà affidabile. E tanto perché bastava guardare la storia di quello che era accaduto in precedenza.
La Shernon Holding — società controllata da una scatola maltese e guidata da Rigoni in passato responsabile di un crac — non era proprio la migliore scelta per Mercatone Uno.
Affidarsi alla Shernon Holding è stato un atto non proprio responsabile.
Stupisce che la decisione sia stata presa dai tre Commissari nominati nel 2015 dal ministero dello Sviluppo al termine dell’amministrazione straordinaria: Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari. Una procedura concorsuale infinita, prima tre bandi di vendita andati deserti, poi la cassa integrazione per circa 3mila dipendenti, poi la cessione alla società oggi fallita che aveva presentato un concordato rivelatosi inadeguato a coprire la forte debitoria nel confronti di erario, fornitori ed adesso anche clienti e lavoratori.
Una brutta eredità della gestione Cenni-Valentini, i due soci fondatori finiti sotto processo a Bologna con l’ipotesi di aver distratto fondi della società in Lussemburgo.
Adesso la necessità è riuscire a garantire una continuità alle attività bruscamente interrotta nella giornata di venerdì.
Una delle possibili soluzioni, già praticate in altri contesti può essere l’esercizio provvisorio che la legge fallimentare prevede per quelle aziende fallite. Tanto sia per scongiurare le gravi inadempienze nei confronti di tutti quei clienti che avevano già acquistato i loro mobili, sia per i 1800 lavoratori che in un notte sono stati esclusi dal mondo del lavoro. Adesso attendiamo gli incontri di oggi presso il Mise ed il 28 presso la task force regionale.”

Anche il Comitato lista Siamo Europei – P. D. di Francavilla Fontana, con i suoi rappresentanti locali, esprime viva preoccupazione per le lavoratrici e i lavoratori del MERCATONE UNO.

Infatti la notizia, per certi aspetti un fulmine a ciel sereno, della immediata chiusura del punto vendita di Francavilla Fontana, causa dichiarazione di fallimento, lascia smarriti anche in considerazione delle modalità (con messaggi WhatsApp) con le quali i lavoratori hanno avuto notizia di aver perso il posto di lavoro.

Il Comitato ha evitato di intervenire immediatamente sull’argomento a ridosso delle consultazioni europee, per osservare l’obbligatorio silenzio elettorale. Ad urne chiuse si vuole, quindi, sollecitare l’Amministrazione comunale di Francavilla Fontana, di concerto con le Organizzazioni sindacali, a porre in essere ogni iniziativa utile, non escludendo un consiglio comunale monotematico, al fine di far sentire tutta la Città vicina ai 35 lavoratori e alle loro famiglie, in questo momento enormemente difficile.

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