May 25, 2020

Brundisium.net
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Passano i mesi e nulla si muove nella politica sanpietrana, non solo con riferimento alle questioni locali, ma anche per ciò che riguarda i rapporti con la Regione.

Da un lato c’è chi, lontano dalle vicende locali, sembra più interessato a misurare il proprio peso politico all’interno del suo schieramento in prospettiva delle prossime elezioni regionali, dall’altro, chi si è trincerato in un silenzio tombale per sfuggire alle tante promesse elettorali non mantenute e continua a non istituire la Commissione Consiliare sull’Ospedale.

E mentre in altri paesi, come ad esempio Nardò, iniziano ad inaugurare gli Ospedali di Comunità, a San Pietro non è dato sapere nulla: nessuna comunicazione, nessun confronto, per un interesse che sembra svanito con la fine della campagna elettorale e che sembra voler attendere solo le prossime consultazioni regionali.

Non vorremmo infatti che l’Ospedale divenisse, ancora una volta, strumento della prossima campagna elettorale, sia dall’una che dall’altra parte. Ci immaginiamo già, gli attori ormai noti, pronti e sorridenti nelle foto di rito al taglio di nastri inaugurali, pronti a prendersi ipotetici meriti, ma reticenti nell’ascoltare e accogliere proposte ed osservazioni, provenienti da altre forze politiche e dalla società civile. Le solite scelte calate dall’alto, e imposte a una comunità silenziata e svilita nella sua dignità.

Sia chiaro, la realizzazione del PTA e dell’Ospedale di Comunità, non rappresentano la vittoria di nessuno, anzi sono la sconfitta di chi, a vario titolo, ha contribuito allo smantellamento di quell’eredità svenduta dalla politica sanpietrana. Il vero problema del nostro Paese infatti è da sempre quello di contare poco o nulla al di là dei propri confini, tanto che, mentre un tempo eravamo “capofila” di tante iniziative, dai servizi sociali allo sport, oggi siamo gli ultimi.

Proprio per questo la politica tutta, per una volta, metta da parte ogni divisione e discuta dei tempi e delle modalità di realizzazione del PTA: la commissione potrebbe e dovrebbe servire proprio a questo. Non vorremmo che quanto previsto nell’ultima determina regionale, risulti per la nostra comunità un raddoppio e no un complemento rispetto ai servizi che dovrebbero essere già ospitati all’interno delle “tante” strutture ancora oggi chiuse per incapacità della stessa politica di attivarne la gestione al fine di garantire quei servizi per i quali erano nate (si pensi all’ex Orfanotrofio “Cataldo Fiore”, che ospiterà un centro di assistenza per malati di Alzheimer. all’ex ONMI, destinata al “Dopo di Noi”, ed altre strutture nate ai fini sociali).
Basta spreco di denaro pubblico! Aver beneficiato di un finanziamento pubblico, sia esso regionale, statale o comunitario, senza averne saputo coglierne le finalità non ha fatto altro che incrementare il peso economico e sociale su un territorio di per se già in difficoltà. Per una volta sarebbe opportuno che la mano destra prima di muoversi conosca cosa ha già fatto la mano sinistra ed ancora meglio cosa voglia fare; tagliare, con entrambe le mani, nastri di strutture che resteranno chiuse è solo l’ennesima sconfitta!

Si potrebbe ad esempio chiedere un tipo di servizio differente visto che nel paese si aprirà il centro Alzheimer, finanziato sempre dalla Regione per un importo di 1.770.000 euro?

Si potrebbe, una volta avviata la Commissione, anche se ho il timore che sia ormai troppo tardi, convocare sin da subito il Direttore dell’Asl Dott. Pasqualone per capire a che punto siano i bandi e perché in altri paesi sono molto più avanti di noi mentre San Pietro pare essere nuovamente dimenticato.

Nell’attesa che la politica torni ad interessarsi dell’Ospedale anche fuori dalle campagne elettorali, nei prossimi giorni vedrò i portavoce regionali del M5S e chiederò che incontrino nuovamente il Direttore Pasqualone per fare chiarezza, ancora una volta, sul destino del nostro amato Ninetto Melli.

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