April 7, 2020

Brundisium.net
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Le Segreterie Provinciali e cittadine del PRI si sono riunite in seduta congiunta per un esame delle proposte di deliberazioni iscritte all’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per il prossimo 28 marzo.
Oggetto di particolare attenzione sono state le proposte di deliberazione relative alla “Approvazione del Piano Finanziario 2019” per la Tassa Rifiuti e alla “Determinazione delle tariffe e delle scadenze di pagamento”.
Dalla lettura del “Piano Finanziario”, sostanzialmente elaborato dal gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, il costo annuo del servizio sarà pari ad Euro 21.221.508,00. Rispetto alla spesa dello scorso anno, quindi, che da quanto ci è stato possibile rilevare spulciando tra una selva di provvedimenti dirigenziali era pari ad Euro 20.577.086,00, ci sarebbe un aumento di circa 650.000,00 Euro all’anno!
Ma quello che più ha lasciato basiti i dirigenti del PRI è stata la motivazione addotta dall’Esecutivo per giustificare gli incrementi ipotizzati, che sarebbero riconducibili ai cosiddetti “fabbisogni standard”, adottati con DPCM del 29/12/23016.

A nostro giudizio tali incrementi derivano da una errata compilazione del Questionario Unico FC30U, redatto dall’Amministrazione ai sensi del D.Lgs 216/2010!

In tale questionario, infatti, sono state riportate alcune aliquote ed attribuzioni che, nella sostanza, si ritengono inadeguate, errate e come tali incongruenti rispetto al“costo standard unitario” che, per quanto riportato in delibera, è pari ad Euro 419,5 per tonnellata di “rifiuto” prodotto”, per un totale annuo di Euro 17.828.766,00 a fronte di una produzione annua di 42.500 tonnellate di rifiuti urbani.
Uno dei parametri che concorrono al calcolo del “costo standard”, e che contestiamo, è relativo al così detto “cluster” che, secondo i dati forniti dall’Amministrazione, vede Brindisi inserita nel “Cluster n. 13: a vocazione turistica, ad alta densità abitativa, elevato valore degli immobili, zone litoranee ed isole”!
Tale “Cluster n. 13” attribuisce un’aliquota di Euro 36,19 per tonnellata.
Noi riteniamo che Brindisi:
• Non è una città a vocazione “turistica” (magari lo fosse! Oggi è obiettivamente a vocazione industriale ed agricola);
• Non è ad “alta densità abitativa” (ha densità abitativa media, in funzione dell’estensione del territorio)
• Non ha “elevato valore degli immobili” (anzi il contrario! Il valore degli immobili è fra i più bassi d’Italia);
E’ necessaria quindi una revisione del richiamato questionario che ha portato a classificare la città nel “cluster n. 13”; ogni responsabilità di questa maggiore aliquota per produzione di rifiuti urbani è in capo a questa Amministrazione.

 

In merito all’aliquota totale riveniente dalla “dotazione provinciale delle infrastrutture” (impianti per trattamento o smaltimento rifiuti) risulta veramente inaccettabile l’aliquota aggiuntiva di Euro 5,33 per tonnellata dovuta alla discarica di Autigno! Non solo il territorio subisce da 18 anni l’inquinamento della falda ma è costretto a pagare un’aliquota in più per lo smaltimento dei propri rifiuti.
La circostanza che la discarica è di proprietà del Comune di Brindisi avrebbe dovuto comportare un’aliquota di riduzione sul“costo standard” pari a -14,63 Euro per tonnellata e non un incremento di 5,33 Euro per tonnellata.

E’ solo il caso di ricordare che la discarica di Autigno, su richiesta del Comune inoltrata in data 17/10/2018, è stata dissequestrata dall’Autorità Giudiziaria in data 18/12/2018. Eppure nella proposta di deliberazione relativa alla “Approvazione del Piano Finanziario TARI” si dice che la discarica sarà riaperta ed affidata in “gestione” solo nell’ultimo trimestre del 2019.
E’ evidente, a tale riguardo, una sostanziale incapacità di programmazione da parte di questa Giunta. Tanto più che la riapertura della discarica è subordinata alla acquisizione di una nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), essendo quella precedente scaduta nel 2013. Ad oggi non risulta che sia stata avviata la procedura di acquisizione della nuova AIA nonostante che i lavori di “messa in sicurezza” della discarica sono stati ultimati nel giugno del 2018!

 

Tutte quelle esposte potrebbero sembrare solo argomentazioni di carattere tecnico, difficilmente comprensibili ai più.
La conseguenza, però, è evidente: andiamo nuovamente incontro ad un aumento della TARI, almeno per alcune categorie di contribuenti.

Per questo è stato dato mandato al Gruppo Consiliare di esprimere il più totale dissenso sulle proposte di deliberazioni relative alla TARI. Tale dissenso sarà illustrato anche alle componenti sociali, industriali ed economiche, al fine di evidenziare i danni che questa Giunta sta producendo alla città.

 

Francesco MAGNO
Responsabile Provinciale Ambiente pri

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