December 12, 2018



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Solo poche parole per ricordare Ennio Masiello, nostro padre, ma soprattutto amico di tutti voi.

 

Se fosse stato qui, non si sarebbe seduto sui banchi, ma sarebbe stato fuori dalla chiesa, attorniato da amici, a ricordare, col suo fare ironico e scanzonato, tutte le passate vicende del defunto, facendo ridere e piangere contemporaneamente chi gli stava vicino.

 

E’ stato un uomo che ha molto amato la vita:

Ha amato il mare, i cui grandi spazi e la mancanza di confini lo facevano sentire vivo e libero;

 

Ha amato lo sport, ricoprendo per anni con orgoglio il ruolo di capitano della squadra di calcio degli Avvocati, sebbene raccontasse ridendo che per anni non fossero mai riusciti a finire una partita in undici, perché c’era sempre qualcuno il quale, prima della fine della partita, si arrabbiava con i compagni e se ne andava via, nonostante i tentativi dell’Avvocato Rocco Lamarina, che si presentava ad ogni partita munito di rametti di ulivo per cercare di placare gli animi … senza alcun successo;

 

Ha amato la cultura, scrivendo canzoni, poesie, vocabolari e libri, e riempiendo la sua casa d’innumerevoli volumi posti su librerie sbilenche che gli piaceva costruire con le proprie mani e che si rompevano regolarmente, dandogli la scusa per ricostruirle;

 

Ha amato la storia, soprattutto quella cittadina, dove cercava, a suo dire, di capire “… come mai i Brindisini sono così … Brindisini”, imputando di volta in volta la colpa alle varie dominazioni straniere succedutesi nel tempo, alla malaria, a qualche sfortunata congiunzione astrale, all’aria dolce, al terribile “faugnu” estivo, alla vendita della colonna romana per due pezzi di salciccia ….;

 

Ha amato l’arte, organizzando numerosi eventi culturali e spettacoli, tra i quali la famigerata “Zacalonga”, dove riusciva incredibilmente a costringere serissimi e affermati Avvocati, direttori di banca, dirigenti pubblici e anche qualche malcapitato Magistrato a partecipare a sketch e canzoni, che facevano sbellicare la platea forse più per la personalità degli attori che per il contenuto delle scenette;

 

Ha amato le persone, riuscendo a trovarsi perfettamente a suo agio, sia con gli individui più poveri e umili, sia con quelli di altissimo rango;

 

Ha amato la poesia, sia quella satirica, dove riusciva a trovare sempre il punto nevralgico del malcapitato di turno, che alla fine risultava, incredibilmente, sempre fiero di essere stato preso di mira, sia quella romantica, dove riusciva a trasmettere in modo diretto e vibrante i suoi sentimenti, toccando le corde nascoste nell’animo dei lettori;

 

Ha amato la politica, quella che lui riteneva essere il massimo esempio di amore e rispetto per i concittadini, combattendo in ogni modo e in ogni occasione chi la utilizzava a fini personali o clientelari, arrivando fino al punto, per dare l’esempio, quando doveva viaggiare in rappresentanza del Comune, di recarsi a Roma in treno, mangiando un panino e una bottiglia d’acqua per pranzo, tanto che il personale comunale, poco avvezzo a tali condotte, cominciò a chiamarlo “Il Sindaco emigrante”;

 

Non ha mai amato i lussi, quando gli facevano notare che era l’unico Avvocato ad andare in giro con una 127, rispondeva che i limiti di velocità erano uguali sia per la Fiat sia per la Ferrari, e inoltre, possedere un’automobile del genere era il miglior antifurto in commercio …. Anche se una volta l’auto gli è stata rubata ugualmente;

 

Non ha mai amato il denaro, a volte sui fascicoli dello studio, ove si appuntavano le somme che versavano i clienti, annotando +50 o +100, si trovava scritto -100 o – 200, e quando gli si chiedeva il motivo, rispondeva che si trattava di persone particolarmente in difficoltà, che avrebbero restituito le somme in seguito, assieme al pagamento della parcella, … cosa che, a memoria umana, non è mai avvenuta;

 

Ha amato moltissimo la professione di Avvocato! Oltre tutte le difficoltà e le amarezze del lavoro, avvertiva come un dovere morale la necessità di difendere le persone più povere e sfortunate, spingendo i numerosi praticanti che sono passati dal suo studio, a partire dal 1958, a vedere il Collega e non l’avversario, a sentire l’Uomo e non il cliente, a guardare oltre i fascicoli, le leggi, le carte ed i codici, a cercare di affermare non solo il diritto, ma anche la Giustizia. E’ sempre stato pronto a prendersi cura dei Colleghi più giovani, tutelandoli ed insegnando loro che ci sono moltissime professioni che possono essere svolte solo col cervello, ma per fare l’Avvocato occorre avere anche un grande cuore, e che la toga è nera per non far vedere quante lacrime sono state asciugate e quanti torti sono stati cancellati con essa;

 

E, più di tutto, ha amato Brindisi, …. la sua città, la sua storia, le sue strade, i suoi sapori, i suoi suoni, le sue tante luci e le sue molteplici ombre, le sue persone vere ed i suoi tanti personaggi, positivi e negativi, che sbeffeggiava con epigrammi al vetriolo o accarezzava con versi struggenti, pieni di sentimento e malinconia;

 

Ed è per questo che per noi lui è ancora vivo, vive nelle stradine dell’Annunziata dove giocava a calcio, vive nei moli del porto dove passeggiava, vive nelle aule del Tribunale dove appassionava, istruiva, difendeva e faceva ridere i Colleghi, vive nelle onde della conchetta dove, come quasi tutti i Brindisini, aveva imparato a nuotare, vive nel Comune dove aveva cercato di fare del suo meglio per la sua città, ma principalmente vive per sempre nei cuori di chi l’ha conosciuto, da dove continuerà a far nascere un ricordo, un’idea o anche solo un sorriso….

 

Per questo noi non diremo mai di Ennio “N’CERA NA VOTA”, lui per noi c’è e continuerà a esserci per sempre.

 

Grazie a tutti per avergli voluto bene.

 

Mauro Masiello

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