“L’audizione di oggi in Commissione ha segnato un punto di svolta importante per la tutela dei lavoratori impegnati nei servizi di custodia e portierato delle sedi della Regione Puglia. Accogliamo con favore le rassicurazioni fornite dall’Assessore Sebastiano Leo, che ha confermato l’impegno nel superare le criticità legate al nuovo bando, garantendo che l’applicazione del salario minimo a 9 euro non si tradurrà in una penalizzante riduzione del monte ore”.
Lo dichiara la consigliera regionale Isabella Lettori, a margine della seduta di Commissione dedicata alle problematiche occupazionali e dei servizi nate a seguito della Legge Regionale 19/2024 sul salario minimo. “La nostra battaglia non è mai stata solo formale, ma di sostanza: non potevamo permettere che una norma di civiltà venisse svuotata riducendo le ore lavorate e, di conseguenza, lo stipendio mensile delle famiglie”. L’assessore Leo ha chiarito che, grazie all’attivazione di specifiche opzioni previste dal capitolato, sarà possibile incrementare gli importi contrattuali già prima dell’avvio definitivo del nuovo appalto previsto per luglio 2026, garantendo così il pieno ammontare dei trattamenti retributivi.
Nel corso del dibattito, la consigliera Lettori ha posto con forza il tema della salvaguardia dei presidi culturali brindisini, in particolare il Museo Archeologico “Francesco Ribezzo” e il Mediaporto. “Ho ribadito con fermezza che la soppressione o la riduzione dei servizi di portierato in queste strutture è inaccettabile, specialmente in una città come Brindisi che sta vivendo un importante rilancio turistico”. Su questo punto, sottolinea la consigliera, “il confronto resta aperto e serrato: gli uffici regionali hanno confermato che non vi è alcuna preclusione al reintegro del personale o alla ridistribuzione dei servizi qualora i dirigenti delle strutture ne facciano richiesta per accertate carenze operative”.
“Continueremo a vigilare affinché le promesse odierne si trasformino in atti concreti. L’obiettivo resta quello di coniugare il diritto a un salario dignitoso con l’efficienza dei servizi pubblici, assicurando che le strutture ed i lavoratori del territorio brindisino non siano penalizzati da scelte tecniche che rischiano di indebolire il tessuto sociale e culturale della nostra comunità”./comunicato
Mag 7, 2026
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