Il futuro dell’aeroporto di Grottaglie torna al centro del confronto tra Taranto e Brindisi, con un botta e risposta a distanza tra Walter Fischetti, presidente del Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie, e Massimiliano Oggiano, coordinatore di Fratelli d’Italia a Brindisi.
Al centro della discussione c’è la possibilità di sviluppare nello scalo di Grottaglie anche il traffico passeggeri. Una prospettiva sostenuta dal Comitato e contestata da Oggiano, che considera prioritario preservare e rafforzare il ruolo dell’Aeroporto del Salento di Brindisi, puntando invece sulla vocazione industriale, aerospaziale e cargo dello scalo tarantino.
Il confronto si è acceso dopo le dichiarazioni di Oggiano, alle quali Fischetti ha replicato chiamando direttamente in causa Fratelli d’Italia e il parlamentare tarantino Dario Iaia.
Il presidente del Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie respinge l’idea di uno scalo destinato esclusivamente alle attività industriali e aerospaziali.
Secondo Fischetti, «considerare Grottaglie esclusivamente come aeroporto industriale significherebbe limitarne le potenzialità».
Il presidente del Comitato sostiene quindi che la presenza di una pista di 3.200 metri e di infrastrutture dedicate ai passeggeri renda legittima la richiesta di attivare voli di linea.
«Un aeroporto nazionale, con una pista di 3.200 metri e infrastrutture passeggeri, non può certamente essere privato dei voli di linea per mere logiche regionali e campanilistiche e addirittura per non “cannibalizzare” un altro aeroporto», afferma Fischetti.
È proprio il concetto di complementarità tra gli scali a rappresentare uno dei principali terreni di scontro.
«Questo non è parlare di complementarità. È parlare di subordinazione di Taranto a Brindisi», sostiene il presidente del Comitato, contestando l’impostazione secondo cui il traffico passeggeri a Grottaglie rischierebbe di creare un doppione rispetto a quello dell’Aeroporto del Salento.
Da qui anche il riferimento diretto agli equilibri politici di Fratelli d’Italia.
Fischetti sottolinea infatti che Oggiano e il parlamentare tarantino Dario Iaia appartengono alla stessa forza politica e chiede quindi una posizione esplicita del partito.
«Vorremmo sapere se l’onorevole Iaia e Fratelli d’Italia condividano questa impostazione oppure se intendano prenderne pubblicamente le distanze», afferma.
Per il Comitato, lo sviluppo dello scalo tarantino può procedere contemporaneamente su più direttrici.
«Grottaglie ha diritto ai voli passeggeri oltre ad ambire a essere eccellenza industriale, aerospaziale e cargo. Deve essere anche aeroporto passeggeri», sostiene Fischetti.
La conclusione è una domanda rivolta direttamente a Fratelli d’Italia: «Fratelli d’Italia vuole davvero che Grottaglie voli anche con i passeggeri? Perché dopo le parole di Oggiano, il silenzio non sarebbe più sufficiente».
E chiude con una frase destinata ad alimentare ulteriormente il confronto territoriale: «Taranto non chiede il posto di Brindisi. Chiede il proprio posto».
La replica di Oggiano arriva con una premessa: «Non ricopro ruoli istituzionali», precisa, prendendo atto della controreplica del Comitato.
L’esponente brindisino definisce il comunicato di Fischetti «un classico esempio di retorica propagandistica ed elettorale, mirata ad accendere il campanilismo anziché entrare nel merito delle questioni tecniche ed economiche sollevate».
Secondo Oggiano, il Comitato avrebbe evitato di rispondere ai temi sollevati nella sua precedente presa di posizione.
«Anziché offrire risposte concrete su dati, costi e sostenibilità, il Comitato preferisce deviare l’attenzione spostando il piano sul terreno della polemica politica di partito», sostiene.
E aggiunge: «Il Comitato non risponde ad alcuno dei rilievi sollevati. Non viene spiegato come si intenda garantire la sostenibilità economica dei voli passeggeri a Grottaglie, né si affronta il rischio reale che la frammentazione del traffico impoverisca l’offerta complessiva della regione».
Oggiano contesta quindi anche il riferimento alla propria appartenenza politica e a quella di Iaia.
«La strategia del Comitato consiste nell’attaccare la mia appartenenza politica e quella dell’on. Iaia (Fratelli d’Italia) per trascinare la discussione in una disputa di bottega elettorale, evitando il confronto sui dati oggettivi», afferma.
E chiarisce che, a suo giudizio, la posizione sull’aeroporto di Brindisi dovrebbe superare le appartenenze politiche.
«Se anche rappresentanti istituzionali di Taranto della mia stessa area politica dovessero continuare, legittimamente per parte loro, a rivendicare l’impossibile, la nostra posizione travalicherebbe le appartenenze politiche a tutela dell’Aeroporto del Salento di Brindisi», sostiene Oggiano.
Nel merito della strategia aeroportuale, Oggiano torna sul rischio di una duplicazione dei voli commerciali tra due scali relativamente vicini.
«Espressioni come “subordinazione di Taranto a Brindisi” o “Taranto non è il retroporto di Brindisi” servono unicamente a soffiare sulle rivalità territoriali, invece di ragionare in un’ottica di sistema e di rete aeroportuale integrata», afferma.
La sua proposta resta quella di valorizzare le diverse vocazioni degli scali.
«Invece di valorizzare la vocazione di eccellenza industriale, cargo e aerospaziale dell’aeroporto Arlotta — asset unici e strategici a livello internazionale — si rischia di depotenziare questi settori chiave per inseguire una duplicazione inefficiente dei voli commerciali».
«Ignorare il rischio di “cannibalizzazione” tra scali a breve distanza significa nascondere ai cittadini che raddoppiare i voli di linea su due infrastrutture vicine porta inevitabilmente a maggiori costi per i contribuenti e a rotte meno appetibili per le compagnie aeree», sostiene Oggiano.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, dunque, la discussione dovrebbe essere affrontata soprattutto sul piano della sostenibilità economica e della programmazione complessiva del sistema aeroportuale pugliese.
«Il comunicato del Comitato non offre alcun contributo concreto alla pianificazione dei trasporti in Puglia: non presenta numeri, non quota costi e non spiega come rendere sostenibile uno scalo passeggeri a Grottaglie senza compromettere l’efficienza complessiva del sistema», afferma.
Da qui la sua conclusione sul carattere dell’iniziativa: «Si riduce, nei fatti, a un’operazione d’immagine costruita su misura per la propaganda elettorale».
Nella parte finale della sua replica, Oggiano introduce un ulteriore elemento nel confronto, richiamando gli investimenti che negli anni hanno contribuito allo sviluppo del polo aeronautico di Grottaglie.
«A questo punto, dovessimo ragionare come il Comitato pro Arlotta Brindisi, dovrebbe rivendicare il rientro di ingenti investimenti del polo aeronautico (ex Saca, IAM, Alenia poi Leonardo) che avrebbero potuto essere veicolati su Brindisi, già hub industriale aeronautico, invece che su Grottaglie», sostiene.
Secondo Oggiano, quegli investimenti hanno avuto conseguenze rilevanti sul territorio tarantino «in termini di sviluppo del territorio, occupazione e relativo indotto».
Il ragionamento serve anche a ribadire la sua contrarietà a qualsiasi iniziativa che possa, a suo giudizio, mettere in discussione il ruolo dello scalo brindisino.
«Se a qualcuno non è chiaro provo ad esser ancora più esplicito: non accetteremo MAI iniziative/imposizioni politiche (neanche dovessero venire dalla mia stessa parte politica) che mettano in discussione il futuro dell’Aeroporto del Salento di Brindisi», conclude Oggiano.
