Questa mattina la FAILM Servizi Terziario ha trasmesso alla Regione Puglia, alla VI Commissione consiliare permanente – Lavoro e al MIMIT una richiesta urgente di convocazione del tavolo istituzionale sulla situazione dell’indotto del Petrolchimico di Brindisi. La comunicazione è stata trasmessa per conoscenza anche a ENI, Prefettura di Brindisi, Confindustria Brindisi, Comune e Provincia di Brindisi.
La richiesta nasce dagli ultimi sviluppi che stanno interessando le aziende appaltatrici e, in particolare, dalla comunicazione della TPS Taranto S.r.l., che ha annunciato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per carenza di commesse, per 13 settimane, dal 21 settembre al 21 dicembre 2026, coinvolgendo fino a 35 lavoratori. Per domani, 16 settembre, è inoltre previsto presso Confindustria Brindisi l’esame congiunto previsto dalla normativa.
“Quella della TPS non può essere considerata una singola vicenda aziendale – dichiara Claudio Capodieci, Segretario Generale di FAILM Servizi Terziario – perché si inserisce in una situazione più ampia, caratterizzata da una successione di scadenze che riguardano l’intero indotto del Petrolchimico.”
La FAILM richiama l’attenzione sulla situazione della logistica e sulla vertenza Meridionale nel mese di settembre, mentre per gennaio 2027 sono previste importanti scadenze relative ai contratti di servizio all’interno del Petrolchimico.
“TPS oggi, Meridionale a fine settembre e poi gennaio. È proprio questa successione di scadenze a preoccuparci. Non possiamo aspettare che ogni singola azienda arrivi alla scadenza della propria commessa o al ricorso agli ammortizzatori sociali per affrontare il problema.”
Secondo la FAILM, è necessario intervenire con anticipo, attraverso una programmazione chiara delle attività, delle commesse e delle prospettive occupazionali. La stessa organizzazione sindacale ricorda di avere già rappresentato queste problematiche nei precedenti confronti con Regione Puglia e MIMIT, chiedendo cronoprogrammi certi, garanzie sugli investimenti, continuità occupazionale e tutele per i lavoratori dell’indotto.
“Non si tratta di problematiche nuove né di richieste formulate oggi per la prima volta. Il punto è che, mentre attendiamo ancora il seguito di quei confronti, le scadenze occupazionali si avvicinano e le prime conseguenze iniziano concretamente a manifestarsi.”
La FAILM chiede quindi che la situazione dell’indotto venga inserita a pieno titolo nella programmazione industriale del Petrolchimico e della transizione di Cerano, evitando di affrontare separatamente gli investimenti futuri e le difficoltà occupazionali che stanno emergendo nel presente.
Tra le richieste avanzate dalla FAILM ci sono la programmazione delle prossime commesse, le tempistiche delle nuove gare, i rinnovi e le proroghe dei contratti, le garanzie occupazionali nei cambi di appalto e nelle riorganizzazioni e, soprattutto, un piano di formazione e riqualificazione per i lavoratori che saranno interessati dalla trasformazione e dalla riconversione industriale.
“La transizione industriale non può essere accompagnata da una progressiva precarizzazione o perdita di occupazione nell’indotto – prosegue Capodieci –. Se cambiano i processi industriali, dobbiamo sapere per tempo quanti lavoratori saranno coinvolti, quali professionalità serviranno e quali percorsi di formazione e riqualificazione saranno messi in campo.”
La FAILM precisa di non voler alimentare allarmismi né mettere in discussione i progetti industriali annunciati, ma ritiene che la trasformazione del sito debba necessariamente essere accompagnata da una precisa programmazione occupazionale.
L’organizzazione sindacale evidenzia inoltre di essere ancora in attesa della convocazione della Commissione Lavoro della Regione Puglia e del confronto presso il MIMIT e chiede che gli impegni già assunti vengano trasformati in un percorso concreto, con tempi, responsabilità e verifiche.
“I tavoli non possono essere il punto di arrivo della vertenza: devono essere il punto di partenza per assumere decisioni, stabilire tempi, individuare responsabilità e verificare che gli impegni vengano effettivamente rispettati.”
La FAILM chiede infine che Regione Puglia e MIMIT convochino con urgenza tutti i soggetti interessati, coinvolgendo ENI, Confindustria, istituzioni territoriali e organizzazioni sindacali.
“Se vogliamo tutelare realmente l’occupazione, non possiamo aspettare gennaio per chiederci cosa accadrà ai lavoratori. Bisogna intervenire adesso.”
Il Segretario Generale
Claudio Capodieci
