January 29, 2026

ANCE Brindisi esprime profonda vicinanza e solidarietà ai colleghi di Caltanissetta e alle comunità dei territori coinvolti dalla grave situazione determinatasi a Niscemi in seguito alla frana che ha interessato vaste aree del centro abitato e costretto all’evacuazione centinaia di famiglie.
Un plauso va sicuramente alla Protezione Civile, alle forze di soccorso e a tutti gli enti impegnati nelle operazioni di monitoraggio e assistenza, per il tempestivo intervento e la gestione della fase emergenziale che ha permesso di non piangere vite umane.
Troppo spesso le opere pubbliche e le infrastrutture vengono realizzate o autorizzate senza un’adeguata valutazione dei rischi idrogeologici. È indispensabile che le Pubbliche Amministrazioni, in stretto coordinamento con la Protezione Civile, si facciano carico di una mappatura puntuale delle diverse tipologie e dei livelli di rischio presenti sul territorio, dalla quale devono necessariamente partire — e di cui devono tenere conto — gli strumenti di pianificazione urbanistica e di governo del territorio.
La tragedia di Niscemi segue altre drammatiche esperienze in Italia, che dovrebbero averci insegnato l’importanza della prevenzione. Anche nel Brindisino, ad Ostuni, nell’ottobre 2025 un violento nubifragio e l’esondazione di un canale hanno provocato l’allagamento di strade e purtroppo la morte di un uomo travolto dall’acqua mentre cercava di mettersi in salvo.
Questi eventi non sono imprevedibili: una corretta gestione dello scolo delle acque, la verifica della degradazione del pendio per la perdita dell’apparato radicale, la manutenzione dei canali, la pianificazione delle superfici drenanti e il controllo dell’espansione urbanistica sono condizioni imprescindibili per la prevenzione dei disastri. L’impermeabilizzazione del suolo e la scarsa manutenzione aggravano fenomeni che possono essere mitigati con azioni preventive.
ANCE Brindisi ribadisce e fa proprio il monito di ANCE Nazionale e chiede con forza l’urgenza di un piano nazionale straordinario contro il dissesto idrogeologico, serio e adeguatamente finanziato, che sostenga amministrazioni e imprese in una programmazione lungimirante e concreta.
L’incapacità di prevenire disastri naturali attraverso una pianificazione efficace e trasparente mette in pericolo non solo i cittadini, ma anche il nostro patrimonio culturale e produttivo.
È arrivato il momento di avviare la redazione di un vero e proprio “Piano Urbanistico Nazionale di Prevenzione”, sovraordinato ai tradizionali strumenti urbanistici e che si dia priorità, nella programmazione dei lavori pubblici, alle opere di mitigazione del rischio.

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