August 15, 2022

Brundisium.net
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La Uil di Brindisi esprime preoccupazione circa le notizie che circolano in questi giorni inerenti la soppressione del distaccamento Aeroportuale di Brindisi. Una notizia che se confermata determinerebbe un altro colpo mortale all’economia del territorio con effetti nefasti sia sotto il profilo occupazionale che sotto l’aspetto delle infrastrutture mettendo in discussione oltre un secolo di storia dell’aeronautica militare sul territorio. Dopo lo spostamento del 32° stormo e dell’unità SAR, vere e proprie eccellenze, il rischio di vedere ridimensionata la presenza in città dell’Aeronautica militare è molto più che una preoccupazione. Se tale ipotesi fosse confermata verrebbe smentito tutto l’iter di confronto avviato da tempo in sede istituzionale avente come oggetto il piano di Riordino del Distaccamento Aeroportuale di Brindisi. A quanto ci risulta in nessuno di questi incontri è mai stata avanzata ipotesi di smobilitazione, anzi!
L’attuazione contrasterebbe anche con l’impegno assunto dall’Italia con l’Onu di garantire ininterrottamente l’assistenza logistica, la sicurezza e la difesa delle strutture e del personale dell’UNGSC e dell’UNHRD.
Per quanto sopra, facciamo appello alle rappresentanze parlamentari del territorio ed in particolare all’On. Giovanni Luca Aresta, membro della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, affinchè si faccia piena luce sull’argomento e sgomberare il campo da possibili sorprese attraverso un’interlocuzione immediata con il Governo centrale ed i vertici delle Forze Armate.

 

In una dichiarazione, Giovanni Luca Aresta, capogruppo del M5S nella Commissione difesa della Camera dei Deputati, afferma:
“Le notizie sempre più insistenti che vedrebbero come imminente la soppressione del distaccamento Aeroportuale di Brindisi, rilanciate ieri da fonti sindacali, meritano un immediato chiarimento da parte delle autorità preposte. Le ricadute sul territorio di una simile decisione sarebbero molto impattanti sotto il profilo sociale e contrasterebbero con gli impegni assunti dall’Italia in merito al supporto e alla protezione della più importante base logistica permanente dell’Onu nel mondo.”

“Da quello che per il momento sono riuscito ad apprendere – prosegue il parlamentare – è che questa decisione non sarebbe stata assunta da parte del Governo ma da una iniziativa addebitale al vertice uscente dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare. Le ragioni per cui si procederebbe alla soppressione del distaccamento con un atto amministrativo interno, non sono state chiarite, ma certamente non sono in linea, come correttamente riportato dal comunicato del rappresentante della Uil Brindisi, con tutta la procedura di confronto istituzionale avviata da tempo in cui si è sempre parlato di riordino del Distaccamento e non certo sulla sua cancellazione.”

“Il fatto che ancora non ci sia una comunicazione ufficiale – prosegue Aresta – fa sperare che ci sia un ripensamento in corso (e che sollecitiamo) da parte dell’autorità dell’AM. Ci sono infatti implicazioni anche sotto il profilo della politica estera dell’Italia nei confronti delle Nazioni Unite. Ricordo infatti come è dal 1994 che il Distaccamento Aeroportuale garantisce la piena capacità operativa del UNGSC (United Nations Global Service Centre) e della base di pronto intervento del WFP denominata UNHRD (United Nations Humanitarian Response Depot) in grado di consegnare aiuti umanitari entro 48/72 ore dal verificarsi di un evento catastrofico in qualsiasi parte del globo. Si tratta di una assistenza che non può essere efficacemente garantita da Bari perché è fondamentale per la sicurezza e la difesa delle strutture e del personale dell’UNGSC e dell’UNHRD.”

“Siamo insomma davanti ad una eccellenza del territorio – conclude Aresta – che affonda le sue radici nella ormai centenaria storia dell’Aeronautica Militare italiana e che non può essere cancellata con un tratto di penna. Ho già provveduto a chiedere chiarimenti sia presso le autorità di Governo sia verso quelle militari. Mi riservo, già dalla prossima settimana, di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione del Parlamento per arrivare al più presto a comprendere come stanno veramente le cose.”

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