June 15, 2024

Brundisium.net

Leggo con molto stupore e sbigottimento la nota del Gruppo Uffici Stampa (GUS) dell’Associazione di Stampa Puglia che afferma testualmente che io avrei “nominato il mio staff, con l’indicazione di cinque professionisti che presteranno servizio a titolo gratuito, tra i quali un giornalista pubblicista”.
La nota prosegue sottolineando che “non sono in discussione le prerogative di un sindaco su tali procedure, ma non si può non stigmatizzare che il lavoro – in un Comune peraltro importante come quello di Brindisi – vada sempre retribuito, a maggior ragione se si tratta di lavoro giornalistico che richieda un impegno quotidiano rilevante”.
Vorrei precisare soprattutto ai cittadini di Brindisi che quanto ipotizzato in tale nota è destituito di ogni fondamento, cosa che peraltro è possibile verificare impegnando appena un minuto del proprio tempo a leggere le lettere di incarico che sono finite “sotto inchiesta”.
Non si tratta affatto della nomina di un team di collaboratori né di uno staff, fattispecie che – queste sì – richiederebbero entrambe l’instaurazione di un rapporto di lavoro.
Tanto meno i professionisti in questione sono figure cui è attribuita una agibilità amministrativa, visto che non dispongono di uffici, né di mezzi comunali e non affiancano il sindaco neanche nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali a nessun livello e in nessun contesto.
Si tratta di privati cittadini che volontariamente hanno deciso di mettere a disposizione le proprie competenze ed esperienze, senza interferire né ausiliare nell’azione amministrativa.
Possono intrattenere rapporti esclusivi con il Sindaco e, se richiesti, possono “consigliarlo” in problematiche generali o particolari senza che ciò assuma qualsivoglia veste formale, se non una mera interlocuzione con il Sindaco stesso.
Per questo motivo non vi è un atto amministrativo che li qualifichi, ma semplicemente una lettera non provvedimentale, resa nota per assoluta trasparenza e per dare atto che vi sono persone che liberamente si mettono a disposizione di chi rappresenta il territorio.
Per questi motivi spiace constatare che un discutibile senso corporativo abbia prodotto una “gaffe” così clamorosa, spintasi fino al limite del deferimento al Consiglio di disciplina di un iscritto (che peraltro non ha mai accettato alcun incarico di addetto stampa) sulla base di un corto circuito mediatico fondato su notizie di stampa assolutamente non verificate, quando non speciosamente mistificate.
Tutti i professionisti che sono stati nominati miei Consiglieri (compreso l’iscritto all’Ordine dei Giornalisti) conoscono perfettamente i limiti della loro azione, hanno ben compreso che il loro compito è quello di assistermi – a richiesta – su particolari tematiche su cui occasionalmente li coinvolgerò.
In conclusione prego i rappresentanti del Gruppo Uffici Stampa (GUS) dell’Associazione di Stampa Puglia di approfondire alla fonte (cioè su documenti originali) le tipologie degli incarichi che hanno maldestramente criticato, astenendosi dall’impartire lezioni di costituzionalità delle quali nessuno sente il bisogno e magari chiedendo anche scusa al loro iscritto la cui unica colpa è quella di aver disvelato il gusto della propria passione civile e l’impegno a immaginarsi un “civil servant”.

Giuseppe Marchionna
Sindaco di Brindisi

 

Il sindaco di Brindisi ha definito l’intervento del sindacato dei giornalisti pugliesi sul reclutamento a titolo gratuito di 5 professionisti nel Comune una “gaffe clamorosa”, poiché si tratterebbe non di uno staff, ma di “privati cittadini che volontariamente hanno deciso di mettere a disposizione le proprie competenze”. Tradotto: quattro amici al bar che vanno a consigliare il sindaco.
Ci sarebbe da ridere  se non fosse che si tratta di lavoro non retribuito, di diritti non riconosciuti e di comportamenti che, bypassando la legge 150 e trincerandosi dietro l’autonomia dei primi cittadini, altro non fanno che mortificare la professione giornalistica.
Duole, inoltre, constatare che se oggi il sindaco sostiene che non si tratti di uno staff, ieri alcuni dei professionisti reclutati nella “Repubblica autonoma di Marchionna” pubblicavano sui loro profili social, con orgoglio e soddisfazione, i titoli di stampa che annunciavano le loro nomine a titolo gratuito.
Il Gruppo di specializzazione del sindacato dei giornalisti pugliesi non solo conferma la sua netta contrarietà a questa pratica offensiva e lesiva della professione giornalistica, ma invita ancora una volta tutti i colleghi iscritti all’Ordine a non prestare il loro lavoro in assenza di retribuzione, a maggior ragione se i “consigli professionali” richiesti non vengono offerti in un bar o in una cooperativa sociale, ma in una pubblica amministrazione.

COMUNICATO GUS ASSOSTAMPA

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