June 24, 2026

ANCE Brindisi ha partecipato con grande interesse al seminario promosso dallo SPESAL della ASL Brindisi nell’ambito del Piano Mirato di Prevenzione regionale “La protezione dal caldo nei lavori di edilizia stradale”, iniziativa finalizzata a promuovere una corretta gestione del rischio legato allo stress termico e all’esposizione solare nei cantieri.
Si tratta di un’attività particolarmente apprezzata che conferma l’attenzione delle istituzioni verso la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, tema che ANCE Brindisi considera prioritario e imprescindibile.
La partecipazione dell’Associazione si inserisce in un percorso consolidato di confronto e collaborazione con lo SPESAL della ASL Brindisi, in particolare con il Direttore Nicola Dipalma, con il quale negli anni si è sviluppato un rapporto costruttivo e continuo, fondamentale per affrontare insieme le sfide che interessano il settore delle costruzioni.
Proprio sul tema delle alte temperature, riteniamo sia necessario un cambio di approccio. Non siamo più di fronte a un fenomeno straordinario o occasionale che riguarda solo i cantieri stradali, ma a una condizione strutturale che si ripresenta con regolarità ogni anno.
Le ordinanze emanate nei periodi di maggiore criticità rappresentano certamente uno strumento indispensabile per la tutela dei lavoratori, ma producono inevitabili ripercussioni sull’organizzazione dei cantieri. Le sospensioni o le limitazioni delle attività determinano infatti un allungamento dei tempi di esecuzione, un incremento dei costi per le imprese e il rischio di accumulare ritardi rispetto ai tempi contrattuali, con possibili conseguenze anche sotto il profilo delle penali previste dagli appalti. È pertanto indispensabile che tali situazioni vengano gestite attraverso un confronto costante tra imprese, committenti e direttori dei lavori, affinché gli effetti delle ordinanze siano correttamente valutati e trovino adeguato ristoro temporale ed economico.
In particolare, riteniamo indispensabile aprire una riflessione concreta sulla riorganizzazione degli orari di lavoro nei cantieri e sulla possibilità di svolgere determinate lavorazioni nelle ore notturne, attraverso una disciplina chiara e stabile. In molti Paesi caratterizzati da temperature particolarmente elevate, come Dubai, il lavoro nelle ore notturne rappresenta già una soluzione consolidata e regolamentata.
Non è pensabile che l’organizzazione di un cantiere venga modificata giorno per giorno in funzione delle temperature o delle ordinanze contingibili, poiché i lavori vanno pianificati con largo anticipo sulla base di cronoprogrammi che coinvolgono imprese, lavoratori, committenti e fornitori.
Non si può scaricare esclusivamente sui costruttori la gestione di una problematica che ha ormai assunto una dimensione sistemica. Le imprese già affrontano rilevanti difficoltà organizzative e produttive, spesso aggravate dalla compressione dei tempi di esecuzione dovuta alle lungaggini burocratiche che precedono l’avvio dei cantieri.
Quando il lavoro si interrompe a causa del caldo estremo, inoltre, il costo non riguarda soltanto la manodopera, per la quale possono essere attivati strumenti di sostegno come la cassa integrazione, ma anche la produzione non realizzata, i ritardi accumulati e le ricadute sull’intera filiera. Senza dimenticare che la stessa cassa integrazione rappresenta un costo per la collettività e per lo Stato.
Le imprese costituiscono uno dei principali motori dell’economia nazionale e devono essere messe nelle condizioni di continuare a produrre garantendo al contempo i più elevati standard di tutela per i lavoratori.
Per questo motivo chiediamo che il tema venga affrontato a livello nazionale con misure organiche e durature, capaci di coniugare la tutela della salute dei lavoratori con le esigenze organizzative e produttive delle imprese. In questo percorso dovranno essere necessariamente coinvolti anche i progettisti, perché la gestione del rischio climatico non può essere affrontata esclusivamente durante l’esecuzione dell’opera. È nella fase progettuale che devono essere previste modalità organizzative, tempistiche e cronoprogrammi coerenti con le nuove condizioni climatiche, affinché sicurezza, produttività e qualità delle opere possano convivere in maniera efficace e sostenibile.

Angelo Contessa – Presidente ANCE Brindisi

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