Il capogruppo di Futuro Nazionale Nicola Di Donna grida alla scandalo, perché il Comune ha concesso il suolo pubblico al Festival dei Giochi del prossimo 2 luglio organizzato dall’Arci. Al consigliere è evidentemente sfuggito che quella manifestazione ruota attorno alla Giornata mondiale del Rifugiato, che è una ricorrenza solenne istituita dalle Nazioni Unite e celebrata in tutto il mondo per ricordare gli uomini, le donne e i bambini costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, onorata ogni anno da governi e città di ogni colore politico. Davanti a questo viene da chiedersi se Di Donna pensi davvero di poter bollare come deriva a sinistra le Nazioni Unite, perché quando attacca questa iniziativa non sta colpendo l’amministrazione comunale o l’Arci ma sta sbeffeggiando una giornata che l’intera comunità internazionale riconosce. Dietro le sue parole roboanti e allusive c’è soltanto questo, dei bambini e delle famiglie che giocano in una piazza di Brindisi attorno al tema dell’accoglienza.
Lo diciamo senza infingimenti, perché non spetta a noi dall’opposizione difendere le scelte di questa giunta, ma spetta a chiunque abbia senso civico e memoria ricordare che la solidarietà verso chi fugge dalla persecuzione è un valore che appartiene alla storia migliore di Brindisi, città di mare e di porto che ha sempre saputo cosa significa accogliere. Per questo trasformare una giornata delle Nazioni Unite nell’ennesima speculazione politica cittadina o in un nemico da combattere rappresenta la vera deriva, una deriva culturale che non ha nulla a che vedere con il bene della comunità.
Poi Di Donna rivendica come una vittoria il fatto che, come ammette lui stesso, gli assessori di Fratelli d’Italia non avrebbero firmato la delibera, certificando con le sue parole che questa maggioranza è divisa e litigiosa persino se tratta di giochi per bambini, mentre la città attende risposte sulla vertenza industriale e sul lavoro che manca.
Invitiamo quindi il consigliere Di Donna a cercare i problemi veri di Brindisi, che sono tanti e seri, a smettere di rivendicare assurdità e mostruosità o di inseguire nemici immaginari, perché una comunità si misura da come tratta chi ha vive in condizioni di disagio.
Francesco Cannalire, segretario cittadino del Partito Democratico e consigliere comunale di Brindisi
